Lockdown dal 9 novembre? É molto probabile. Musumeci: “Sanno tutti che è ineluttabile”

Se chiedi conferme nessuno te le dà. Ma l’ipotesi lockdown in tutta Italia a partire dal 9 novembre e per la durata di circa di un mese è molto più di una possibilità. Ma nessuno si sbilancia, nessuno vuole farlo, magari con la speranza che la curva dei contagi possa nei prossimi giorni prendere un’altra direzione e puntare verso il basso. Ma che i contagi debbano aumentare ancora lo ritengono tutti probabile. Oggi, con quasi 27 mila nuovi casi, si è stabilito il nuovo record.

E’ un po’ il gioco delle parti. Chi ipotizza il lockdown prevede che sia abbastanza simile a quello di sei mesi fa, con la speranza che in un mese si possa arginare il fenomeno dei nuovi contagi e ipotizzare una riapertura graduale già prima di metà dicembre. Indiscrezioni che in Sicilia si inseriscono in un dibattito ampio, per certi versi fumoso, che sta tenendo banco da giorni.

Il presidente Musumeci, che oggi ha parlato molto nel corso di alcune interviste, ha detto. “Sappiamo benissimo che andiamo verso la chiusura totale. È inutile essere ipocriti ed è inutile fingere di non capirlo”.  E sull’ipotesi che l’Italia entri nel teorico scenario 4 dell’epidemia (quello più grave) e che si torni nuovamente al lockdown ammette: “Tutti vorremmo scongiurare questa ipotesi ma tutti sappiamo che appare sempre più ineluttabile”.

Musumeci però torna a difendere il disegno di legge approvato mercoledì sera in giunta – che sarà valutato dall’Ars – che gli consentirebbe di “derogare” all’ultimo Dpcm di Conte: “Io non ho fatto nessuna marcia, quindi non debbo fare retromarcia. Io mi sto solo dotando, se il Parlamento siciliano lo consentirà, di una prerogativa che esiste già nella provincia autonoma di Bolzano” (che oggi ha però deciso di adottare misure anche più restrittive rispetto al Dpcm, ndr.). “Si tratta – ha spiegato – di una facoltà, che viene riconosciuta in questo caso al presidente della Regione, di poter adottare misure restrittive rispetto a quelle indicate dal Governo centrale e, qualora le condizioni epidemiologiche dovessero consentirlo, misure anche estensive”.

E sottolinea: “Se in Sicilia si dovessero ravvisare le condizioni per anticipare la ripresa di qualche settimana rispetto alle condizioni di regioni del Nord non capisco perché il governatore della Sicilia non debba adottare un provvedimento di riapertura. Abbiamo dichiarato una sorta di coprifuoco dalle 23 alle 5, questo dimostra come non abbiamo mai, nemmeno un per un attimo, sottovalutato quanto grave sia il fenomeno. Siamo in una condizione di emergenza, ma sarei bugiardo se dicessi che siamo nella stessa condizione di alcune regioni del Nord”.

Poi Musumeci usa toni duri per il ministro Boccia e la creazione di nuovi posti in terapia intensiva: “Noi possiamo realizzare i posti letto in tre giorni e ci stiamo lavorando, ma vorrei capire accanto al posto di terapia intensiva quale sanitario specialista mettere? Se il ministro Boccia ha una particolare riserva sarei felice di averla a disposizione. “Da un lato stiamo lavorando alle terapie intensive, per arrivare nei prossimi giorni a 800 posti letto, dall’altro stiamo lavorando con i 128 milioni messi a disposizione dal commissario Arcuri per realizzare la riqualificazione di infrastrutture per collocare gli strumenti necessari perché le terapie intensive possano funzionare”, ha aggiunto “Se la mia nomina come commissario delegato – ha aggiunto – fosse arrivata a luglio, oggi avremmo già aperto molti cantieri e alcuni li avremmo anche già chiusi”.

EMERGENZA A VITTORIA: 410 CASI, FILE DI AMBULANZE AL “GUZZARDI”

MUSUMECI E IL DDL: “NESSUNO QUI VUOL RIAPRIRE SUBITO”

BOLZANO FA DIETROFRONT. E CRACOLICI “PUNGE” MUSUMECI

IL BOLLETTINO DELLA SICILIA DEL 29 OTTOBRE 2020

IL BOLLETTINO NAZIONALE DEL 29 OTTOBRE 2020

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI