L’operazione antidroga allo Zen e il grido d’aiuto “silenzioso” delle mamme

In altri tempi abbiamo raccontato di un quartiere in rivolta contro le forze dell’ordine in seguito ad arresti di spacciatori e delinquenti. Stavolta no. L’operazione antidroga “Take and go”eseguita allo Zen con l’arresto di 10 persone e il recupero di un bel quantitativo di droga, è stato “applaudito” da alcune mamme del quartiere che hanno chiamato al centralino dei carabinieri per ringraziare i militari.

Lo Zen, insieme a Ballarò e allo Sperone, è uno dei quartieri più infestati da spacciatori e consumatori, uno dei classici esempi di “piazza dello spaccio”. Un via vai continuo, dalle 8 alle 20, un’organizzazione quasi industriale che non consente soste, non consente errori e arruola anche i minorenni.

Una storia di degrado, di delinquenza ma anche di povertà e bisogno. È inutile girarci intorno, dove non c’è lavoro è più facile che si sviluppi l’industria del crimine. Come allo Zen, dove un giorno di lavoro può valere dai 30 ai 40 euro (ovviamente in nero) e dove si arriva a guadagnare anche 800 euro se accetti di nascondere la droga in casa. Un sistema di complicità ma anche di sopravvivenza, in molti sono costretti a fare di tutto pur di portare a casa qualcosa da mangiare.

E così il mercato della droga prolifica, con gli inevitabili rischi per i giovani adolescenti del quartiere, quelli a cui certe madri e certi padri raccomandano di stare attenti alle brutte frequentazioni e alle tentazioni. Ecco perchè l’applauso “telefonico” di oggi, un modo per dire “aiutateci a liberare il quartiere dalla droga, aiutateci a vivere con onestà”. Stare dalla parte della legge non sempre è possibile, soprattutto non è facile poterlo dire. Ma certi grazie hanno un grande peso e chi tra le forze dell’ordine li riceve sa di avere speso bene il suo tempo.

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