luce opaca sul mondo dell'informazione, l'antimafia e il sistema montante

“Luce opaca sul mondo dell’informazione”. L’Antimafia e il sistema Montante

Dalla lunga relazione della commissione regionale Antimafia sul sistema Montante, approvata all’unanimità, “viene fuori una luce opaca sul mondo dell’informazione anche se diversi colleghi hanno fatto il loro dovere”. Il presidente della commissione, Claudio Fava, giornalista e figlio del giornalista Pippo Fava ucciso dalla mafia 35 anni fa, ha stigmatizzato l’assenza di controlli, in passato, su violazioni deontologiche da parte dei giornalisti.

“Nel ‘sistema’ Montante i giornalisti o erano amici o nemici – dice la relazione -. Ci sono stati colleghi che l’hanno sostenuto in cambio di qualche segno di attenzione: la pubblicazione di un libro o un invito ai tavoli che contavano. Altri hanno tenuto la schiena dritta e hanno fatto il loro dovere e sono finiti nel ‘libro nero’, spesso subendo vere e proprie azioni di dossieraggio”.

L’imprenditore nisseno, sotto processo a Caltanissetta, avrebbe avuto a libro paga esponenti istituzionali, delle forze dell’ordine e dell’informazione riuscendo a mettere in piedi, grazie alle informazioni ricevute, un enorme archivio usato per ricatti e per acquisire notizie sulle indagini per concorso esterno in associazione mafiosa aperte a suo carico nel 2014 dalla procura di Caltanissetta.

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