luce sull'omicidio di paolo arena del 1991 retata nel catanese

“Luce” sull’omicidio del consigliere Dc Paolo Arena del 1991: retata nel catanese

Carabinieri di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 26 presunti appartenenti al clan dei ‘Tuppi’, gruppo legato ai Mazzei, storico gruppo di Cosa nostra. Tra gli arrestati anche un carabiniere. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, omicidio, estorsione in concorso, furto, ricettazione, riciclaggio, porto di arma, trasferimento fraudolento di valori e corruzione.

Sono stati sequestrati beni per 1,5 milioni di euro. L’operazione ha fatto luce su uno degli omicidi da ricondurre alla guerra di mafia tra i ‘Tuppi’ e la cosca Pulvirenti negli anni ’80 e ’90: quello del consigliere comunale di Misterbianco, Paolo Arena, esponente di spicco della Dc, assassinato il 28 settembre del 1991. Nella faida mafiosa era coinvolto anche Orazio Pino, l’ex boss rivale del ‘Mappassotu’ poi pentito, ucciso la settimana scorsa a Chiavari.

LA RICOSTRUZIONE: Paolo Arena era “un politico corrotto” che esponenti del clan Nicotra, detto dei ‘Tuppi’, hanno ucciso perché “ritenuto un traditore”, visto che “dopo avere intrattenuto relazioni illecite e continuative” con loro “aveva allacciato rapporti d’affari” con la cosca rivale dei Pulvirenti. E’ il movente dell’uccisione di Arena  ricostruito dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. A uccidere Arena, è emerso dalle indagini, è stato il ‘pentito’ Luciano Cavallaro, che si è auto accusato del delitto chiamando in correo un altro esecutore materiale del delitto e il boss Gaetano Nicotra, di 68 anni, tra gli arrestati, e fratello di Mario, capo storico del gruppo ucciso nella faida mafiosa tra i clan dei ‘Tuppi’ e Pulvirenti.

IL MOVENTE: “Già pochi anni dopo l’omicidio di Paolo Arena – ha detto Zuccaro – si è individuato come movente il tradimento che il clan Nicotra, egemone a Misterbianco, addebitava a Paolo Arena, segretario della DC locale per avergli voltato le spalle e dato il suo appoggio nella concessione degli appalti del Comune al gruppo dei Pulvirenti. All’epoca tutte le gare erano monopolizzate dalla mafia con l’apporto del funzionario corrotto e infedele che dava le dritte giuste per potersele aggiudicare. È grazie alla collaborazione del pentito Luciano Cavallaro che siamo riusciti ad avere la certezza processuale sul mandante: fu Gaetano Nicotra, fratello del boss Mario”.

IL CARABINIERE: C’è anche un carabiniere, Gianfranco Carpino, di 51 anni, tra gli arrestati dell’inchiesta della Dda di Catania. Il provvedimento cautelare è stato emesso per corruzione e per rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio, è stato seguito dai suoi colleghi del Comando provinciale di Catania. Secondo l’accusa, l’indagato, in servizio nella stazione dei carabinieri di Motta Sant’Anastasia, dal gennaio all’aprile del 2017 in cambio di soldi avrebbe riferito a due affiliati al clan informazioni riservate, ovvero  rivelato l’identità di confidenti e spiegato le modalità per
sottrarsi alle attività di controllo. Il militare è stato sospeso dal servizio ed è rinchiuso nel carcere di Bicocca, a Catania.

GLI ARRESTATI: Uno dei provvedimenti restrittivi dell’operazione è stato notificato in carcere a Giuseppe Piro, di 28 anni. Gli altri arrestati, oltre a Carpino, sono Domenico ed Emanuele Agosta, rispettivamente di 33 e 29 anni; Giuseppe Avellino, di 55; Filippo Buzza, di 45; Rosario Salvatore Cantali, di 46; Luca Destro, di 37; Vincenzo Di Pasquale, di 42; Daniele e Filippo Distefano, rispettivamente di 35 e 42 anni; Carmelo Guglielmino, di 41; Gaetano Indelicato, di 32; Alfio La Spina, di 37; Carlo Marchese, di 47; Saverio Monteleone, di 37; Daniele Musarra Amato, di 49; Antonino Navarria, di 59; Antonio Nicotra, di 53 anni; Gaetano Nicotra, di 40; un altro Gaetano Nicotra, suo omonimo, di 68; Lucia Palmeri, di 50; Emanuele Parisi, di 30; Antonino Rivilli, di 48; Giovanni Sapuppo, di 39; e Francesco Spampinato, di 42.

CHI ERA ARENA: Paolo Arena, 54 anni, dipendente del Comune di Catania in pensione da poco, era un esponente di spicco della Dc di Misterbianco, partito di cui era anche segretario locale, ed era legato alla corrente che faceva capo a Giulio Andreotti. Membro della direzione provinciale della Dc, ex amministratore della Usl 35, una delle maggiori della Sicilia, prima consigliere e poi vicesindaco di Misterbianco, Arena era stato dipendente del Comune di Catania. Fu ucciso con colpi di fucile caricati a pallettoni davanti al Municipio di Misterbianco in pieno giorno.

 

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