Lucia Pinsone (Vox Populi): “Mi candido alla presidenza della Regione Siciliana”

Lucia Pinsone, presidente di Vox Populi, ha deciso di candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana. “Se entro un anno dall’inizio della legislatura non avrò realizzato tre punti del Patto con i Siciliani, mi dimetterò”, afferma.

“Ho appositamente iniziato dalla fine del mio ragionamento politico – dice Pinsone – perché la notizia della mia candidatura alla Presidenza della Regione potrebbe apparire non diversa da quella di altri che ci riprovano, perfino senza aver dato buona prova di sé, nonostante il tempo trascorso al governo, o almeno nelle sale di Palazzo d’Orleans. Invece, sono convinta che in politica ci vuole buonsenso, quello mio che di politica mi occupo da sempre e quello delle persone che vivono nelle nostre città e nei nostri paesi, che dei problemi hanno una visione ravvicinata e perciò concreta. Dunque, intorno alcune colonne portanti della mia idea di Regione si costituirà un Patto con i Siciliani che inizierò a sottoscrivere già nei primi giorni di luglio, incontrandoli nelle piazze dei  nostri 391 comuni”.

“Tutti avranno la possibilità di agganciare a ciascuna delle colonne portanti i problemi e le soluzioni che riterranno prioritari, con la certezza che entreranno a pieno titolo a far parte del mio patto con loro – continua – . Se mi avranno voluta alla Presidenza della Regione, porterò nei palazzi della politica le loro necessità e le loro soluzioni di buonsenso ma dico di più: assumo ufficialmente l’impegno di dimettermi nel caso in cui non riuscissi a realizzare tre dei punti del Patto entro il primo anno di governo“.

Pinsone approfondisce qualche punto del suo programma: “Più precisamente, la vita quotidiana dei disabili, l’alleggerimento della burocrazia e l’utilizzo serio dello Statuto della Regione siciliana. Siano consapevoli, gli amici delle formazioni politiche che in queste settimane si mostrano interessati a condividere il mio percorso e a collaborare al programma per le elezioni regionali del 2022: avremo un anno di tempo per dimostrare ai siciliani che il potere deve essere servizio e che un giorno in più o in meno fa la differenza. Se non saremo stati in grado, torneremo a casa“.

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