M5S, espulsa il consigliere comunale di Palermo Giulia Argiroffi: hanno deciso i probiviri

M5S, espulsa il consigliere comunale di Palermo Argiroffi: va al gruppo misto

Il collegio dei probiviri del Movimento 5 Stelle, composto da Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Daidone, ha deliberato l’espulsione dal Movimento 5 Stelle di Giulia Argiroffi, consigliere comunale di Palermo.

Una decisione che farà molto rumore, sia per la metodologia utilizzata dal partito anche in passato nei confronti di chi non è “allineato” e sia considerato l’enorme mole di lavoro che il consigliere Argiroffi ha svolto durante i due anni di mandato, risultando tra i più attivi e più presenti di tutta l’aula consiliare. Decisione però che non sorprende perchè i rapporti tra la Argiroffi e il Movimento erano tesi da tempo.

Nel provvedimento, al quale può essere opposto reclamo, si richiama l’articolo 11 dello Statuto del MoVimento 5 Stelle, che disciplina il procedimento per l’irrogazione di sanzioni disciplinari.

L’avvio del procedimento, che riguarda presunte violazioni del codice etico, risale al mese di marzo. Alla Argiroffi, in sostanza, erano stati contestati  “comportamenti attraverso i quali Lei si è dichiarata indipendente dai lavori del resto del gruppo consiliare di appartenenza, anche attraverso modi di agire poco cooperativi e trasparenti nei confronti degli iscritti, anche attraverso l’adesione a progetti ed idee di altri gruppi politici senza la preventiva condivisione con il resto del proprio gruppo politico di appartenenza”. Il riferimento è ai progetti per il recupero dell’area di villa Deliella che si trova nei pressi di piazza Croci.

“Considerate le verifiche effettuate – è scritto nella delibera di espulsione – “sussistono le condizioni per applicare, nei suoi confronti, una sanzione disciplinare”.

Ancora nessuna dichiarazione da parte di Giulia Argiroffi che si è riservata una pausa di riflessione per decidere se fare ricorso oppure no. Proseguirà invece la sua attività di consigliere comunale con il passaggio al gruppo misto. Una scelta che sarà condivisa dall’ex capogruppo del movimento, Ugo Forello, anche lui ormai in rotta di collisione con il gruppo dirigente del partito.

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