estorsioni e droga, 10 arresti a palermo

Mafia a Palermo, estorsioni e droga: 10 arresti /NOMI/FOTO/ Il ruolo del pentito Guerrera

A Palermo operazione antimafia della squadra mobile. Dieci persone sono state arrestate, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale del capoluogo siciliano, con l’accusa, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti anch’esso aggravato dalle modalità mafiose. Sono esponenti del mandamento mafioso di San Lorenzo – Tommaso Natale.

Numerose le estorsioni ai danni di imprenditori edili operanti anche in territori diversi da quelli propri di quel mandamento mafioso, come Isola delle Femmine, Capaci e Carini, ai quali veniva imposto il pagamento di ingenti somme di denaro per “la messa a posto”. Le estorsioni avvenivano anche grazie anche al ruolo di collegamento con altre “famiglie” mafiose del territorio palermitano assunto da alcuni degli arrestati. I ricavi, infatti, in alcuni casi venivano divisi tra le famiglie in diversi quartieri cittadini. L’organizzazione era anche particolarmente attiva nel campo del traffico di stupefacenti, tanto che uno degli arrestati, con l’appoggio di Cosa Nostra, a cui corrispondeva regolari somme di denaro in funzione dello stupefacente venduto, si era imposto come il principale spacciatore del quartiere Zen.

LE INDAGINI – E’ Baldassare Migliore, 52 anni, l’esponente mafioso di spicco nell’inchiesta che ha portato ai dieci arresti nell’operazione antimafia oggi a Palermo. Più volte arrestato e assolto, il suo nome è stato fatto la prima volta nel corso dell’indagine Perseo dei carabinieri, nel 2008. Nel corso del processo le intercettazioni furono dichiarate inutilizzabili e così fu assolto. Assoluzione che arrivò anche nel 2016 dopo che fu accusato di estorsione per i lavori al centro commerciale La Torre a Borgo Nuovo. Nell’inchiesta coordinata da Annamaria Picozzi, Amelia Luise e Roberto Tartaglia sono state raccolte le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Silvio Guerrera. Alcuni imprenditori hanno confermato di aver versato delle somme a titolo di estorsione.

Sono 4 gli episodi documentati. “Sono indagini che si sono avvalse della collaborazione di Silvio Guerrera – dice Rodolfo Ruperti capo della Mobile di Palermo – arrestato nel 2014 e che alla fine del 2015 ha iniziato la collaborazione”. Guerrera per un periodo di tempo è stato il reggente della famiglia mafiosa di Tommaso Natale. “Le sue dichiarazioni – spiega ancora Ruperti – confrontate con numerose attività tecniche fatte dalla squadra mobile e con una parziale a volte completa collaborazione con alcune vittime di reati estorsivi, ci ha permesso oggi di realizzare questo risultato”. “Tra gli arrestati di spicco di questa operazione – aggiunge – c’è l’imprenditore Baldassarre Migliore, che grazie all’appoggio delle famiglie mafiose riusciva ad ottenere alcuni lavori in territori dove l’organizzazione Cosa Nostra incideva e sono state documentare alcune estorsioni”.

Estorsioni ma anche droga. Lo racconta ancora Ruperti spiegando che “è stata documentata la gestione della piazza di spaccio dello Zen da parte di Fabio Chianchiano che era diventato quasi il monopolista proprio grazie all’appoggio delle famiglie mafiose che controllavano quella parte di territorio palermitano”.

I NOMI DEGLI ARRESTATI: Giuseppe Messia, 41 anni; Giovanni Messina, 40 anni; Girolamo Taormina, 36 anni; Giuseppe Fricano, 51 anni; Salvatore Lucera, 48 anni; Giuseppe La Torre, 67 anni; Fabio Chianchiano, 54 anni; Salvatore Verga, 28 anni; Francesco Di Noto, 30 anni; Baldassarre Migliore, 51 anni.

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