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Mafia a Palermo, in appello confermate 23 condanne contro il clan di San Lorenzo

La prima sezione della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Adriana Piras, dopo quattro giorni di camera di consiglio, nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli, ha emesso la sentenza “Talea” che conferma le condanne a 23 persone facenti parte del clan mafioso di San Lorenzo.

La Corte d’Appello ha integralmente confermato tredici condanne, a cominciare da quella a 4 anni di carcere per Mariangela Di Trapani, moglie del superkiller Salvino Madonia. Confermate anche le condanne per Filippo Bonanno (9 anni e 4 mesi), Antonino Catanzaro (2 anni e 8 mesi), Lorenzo Crivello (8 anni e 8 mesi), Francesco Paolo Liga (10 anni e 8 mesi), Salvatore Lo Cricchio (8 anni), Francesco Lo Iacono (2 anni e 8 mesi), Bartolomeo Mancuso (4 mesi), Giovanni Niosi (10 anni, condannato a 7 anni per il pizzo che avrebbe imposto a “La Braciera”), Pietro Salsiera (14 anni) e Corrado Spataro (11 anni e 8 mesi).

I giudici hanno inoltre concesso delle lievi riduzioni di pena a nove imputati. La condanna di Salvatore Ariolo è passata da 8 anni e 8 mesi a 5 anni, quella di Giuseppe Biondino (figlio di Salvatore, l’autista di Totò Riina), da 9 anni e 4 mesi a 9 anni e 2 mesi, quella di Ignazio Calderone da 5 anni e 4 mesi a 4 anni, quella di Stefano Casella da 3 anni e 4 mesi a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni. Gianluca Galluzzo è stato condannato a un anno pena sospesa (gli era stato inflitto un anno e 4 mesi), Domenico Mammi ha avuto 7 anni e mezzo (al posto di 8 anni e 4 mesi, si era pentito in seguito a questa inchiesta), Giovanni Manitta 3 anni, 6 mesi e 20 giorni (al posto di 3 anni e 8 mesi), Antonino Tumminia 2 anni, 2 mesi e 20 giorni (3 anni e 4 mesi) e Massimiliano Vattiato 8 anni e 2 mesi (al posto di 8 anni e 4 mesi).

Per alti due imputati, Sergio Macaluso (che aveva deciso di collaborare come Mammi) e Sergio Napolitano, la pena è stata aumentata per via della continuazione con altre condanne: il primo ha così rimediato 11 anni, 5 mesi e 10 giorni (al posto di 10 anni) e il secondo 12 anni, 8 mesi e 20 giorni (al posto di 10 anni e 2 mesi). Aumentata anche la condanna di Pietro Salamone, che passa da 8 a 10 anni di reclusione.

La Corte ha poi accolto le tesi degli avvocati Giuseppe Farina e Vincenzo Giambruno e ha ribaltato la sentenza per Ahmed Glauoi, che era stato condannato a 4 mesi e che ora è stato del tutto scagionato. I giudici hanno poi respinto i ricorsi del pg e confermato otto assoluzioni già sancite con la prima sentenza. Sono stati scagionati così Fabio Schiera (difeso dagli avvocati Filippo De Luca e Dafne Trumino, per il quale erano stati invocati invece quasi 10 anni di carcere), Francesco Di Noto, Antonino La Barbera, Vincenzo Maranzano, Concetta e Rita Niosi, Giuseppe Sgroi e Giuseppe Tarantino.

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