Mafia, colpo ai clan tra Agrigento e Trapani: 23 fermati nell’operazione “Xydi”

Sono complessivamente 23 i fermi emessi nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Palermo culminata con l’operazione denominata “Xydi”, che colpisce le famiglie mafiose agrigentine e trapanesi. I soggetti sono ritenuti a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso (Cosa nostra e Stidda), concorso esterno in associazione mafiosa, favoreggiamento personale, tentata estorsione ed altri reati aggravati.

Tra i 23 soggetti destinatari infatti ci sono anche Giuseppe Falsone (accusato di impartire ordini dal carcere, nonostante si trovi in regime di 41 bis) e Matteo Messina Denaro (tutt’ora latitante): dalle indagini emerge che – nonostante lo stato di latitanza – Messina Denaro abbia ancora l’ultima parola sulle questioni interne e sui vertici di Cosa nostra.

I destinatari dei provvedimenti di fermo sono: “MESSINA DENARO Matteo, detto u Siccu, nato a Castelvetrano il 26 aprile 1962; FALSONE Giuseppe, nato a Campobello di Licata (AG) il 28.08.1970; BUGGEA Giancarlo, nato a Palermo il 14.12.1970; BONCORI Luigi, nato a Ravanusa (AG) il 12.04.1952; CARMINA Luigi, nato a Caltanissetta il 11.05.1965; CASTELLO Simone, nato a Villabate (PA) il 11.10.1949; CHIAZZA Antonino, nato ad Agrigento il 28.10.1969; CIGNA Diego Emanuele, nato a Canicattì (AG) il 31.10.1999; D’ANDREA Giuseppe, nato ad Agrigento il 17.10.1971; DI CARO Calogero, nato a Canicattì (AG) il 11.01.1946; FAZIO Pietro, nato a Canicattì (AG) il 12.05.1972; GAETANI Gianfranco Roberto, nato a Naro (AG) il 09.12.1967;

GALLEA Antonio nato a Canicattì (AG) il 26.04.1957; GIULIANA Giuseppe, nato in Francia il 15.11.1965; LOMBARDO Gaetano, nato a Ravanusa (AG) il 22.02.1956; LOMBARDO Gregorio, nato a Favara (AG) il 29.04.1954; OLIVERI Antonino, nato a Canicattì (AG) il 15.12.1984; PACECO Calogero, nato a Naro (AG) il 20.11.1964; PIRRERA Giuseppe, nato a Favara (AG) il 02.01.1959; PITRUZZELLA Filippo, nato a Campobello di Licata (AG) il 14.11.1960; PORCELLO Angela, nata ad Agrigento il 07.08.1970; RINALLO Santo Gioacchino, nato a Canicattì (AG) il 31.08.1960; SICILIA Giuseppe, nato ad Agrigento il 01.01.1979.

Nell’indagine (coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Gianluca De Leo) è coinvolto anche un ispettore e un assistente capo della Polizia, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, accesso abusivo al sistema informatico e rivelazione di segreti d’ufficio.

Tra i fermati c’è anche Antonio Gallea, ritenuto il mandante dell’omicidio del giudice Rosario Livatino (avvenuto nel 1990) e, che dopo 25 anni di carcere, era dal 2015 in semilibertà. Attorno a lui e a un altro ergastolano in semilibertà, la Stidda si è riorganizzata sul territorio assumendo in particolare (si legge nella nota dei carabinieri) “il controllo e lo sfruttamento del lucrosissimo settore commerciale delle transazioni per la vendita di uva e di altri prodotti ortofrutticoli della provincia di Agrigento che, oltre a garantire rilevantissime entrate nelle casse delle organizzazioni”

Coinvolta anche un avvocato di Canicattì, Angela Porcello: è accusata di aver assunto un “ruolo di rilievo” nell’organizzazione, mettendo (si legge) “a disposizione il proprio studio legale per l’esecuzione di summit mafiosi, ritenendolo luogo non soggetto ad investigazioni”. Presso lo studio, infatti si sarebbero svolti infatti vari incontri che hanno riguardato esponenti mafiosi quali Luigi Boncori (capo della famiglia mafiosa di Ravanusa), Giuseppe Sicilia (capo della famiglia di Favara), Giovanni Lauria (capo della famiglia mafiosa di Licata), Simone Castello (uomo d’onore di Villabate, già fedelissimo di Bernardo Provenzano) e Antonino Chiazza (esponente di vertice della rinata stidda).

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