Mafia, colpo al clan del Borgo Vecchio a Palermo: 15 misure cautelari

I carabinieri a Palermo hanno eseguito 15 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, che sarebbero legati alla famiglia mafiosa del Borgo Vecchio, nel capoluogo siciliano. L’operazione è denominata Resilienza 2, in quanto prosecuzione dell’operazione che, nell’ottobre scorso, aveva portato anche al fermo del presunto nuovo reggente, Angelo Monti.

Di questi: uno va in carcere, 12 ai domiciliari; per due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I 15 soggetti sono indagati e accusati a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, furti, ricettazione ed estorsioni, tutti reati aggravati dal metodo mafioso, e di sfruttamento della prostituzione.

Secondo gli investigatori il clan era dedito ad un controllo capillare del territorio in svariati ambiti, oltre alla ricerca costante del consenso in ampie fasce della popolazione e a rivendicare (affermano gli inquirenti “una specifica ‘funzione sociale'”. A cominciare dalla gestione delle feste rionali e in particolare il controllo sul comitato organizzatore della festa in onore della patrona del quartiere, “Madre Sant’Anna”, organizzata nel mese di luglio di ogni anno, con anche la gestione delle serate canore (e la scelta dei cantanti neomelodici da ingaggiare).

Si va poi dalla riorganizzazione del traffico di stupefacenti alla gestione di alcuni gruppi criminali dediti ai furti moto e biciclette e ai conseguenti cavalli di ritorno, cioè le richieste di soldi per la restituzione della refurtiva. Soldi che però in parte i ladri erano tenuti a dare all’organizzazione mafiosa. Dalle indagini emergerebbero anche casi di interventi di alcuni esponenti mafiosi palermitani per risolvere controversie sorte all’interno dei gruppi organizzati della tifoseria di calcio palermitana.

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