Mafia dei Nebrodi, prime condanne: 24 anni al boss Sebastiano Bontempo

Arrivano le prime condanne a conclusione del processo col rito abbreviato nato dall’operazione “Nebrodi”. Il gup di Messina, Simona Finocchiaro, ha comminato sei condanne (oltre complessivi 50 anni di reclusione) e due assoluzioni.

Il boss Sebastiano Bontempo è stato condannato a 24 anni di reclusione. Condannati anche Carmelo Barbagiovanni, a 3 anni, Giuseppe Bontempo, a 10 anni e 8 mesi, Samuele Conti Mica, a 2 anni, Salvatore Costanzo Zammataro, a 4 anni, e Giuseppe Marino Gammazza, a 8 anni e 4 mesi in continuazione con precedenti sentenze nei suoi confronti. Assolti, invece, il notaio di Canicattì, Antonino Pecoraro, imputato per concorso esterno all’associazione mafiosa per avere redatto parecchi atti con cui si erano realizzate le truffe all’Agea, e Giorgio Marchese.

L’operazione “Nebrodi” è stata coordinata dalla Dda di Messina ed è partita nel gennaio 2020, quando sono cominciate le indagini su una mega truffa all’Agea su cui ruotavano gli interessi dei clan di Tortorici. L’operazione aveva portato a 94 arresti e al sequestro di 151 aziende agricole.

Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco e attuale presidente onorario della Fondazione Caponnetto, ha così commentato la sentenza: “Nel 2016 gli accoliti di Sebastiano Bontempo intercettati dicevano: “Ci vorrebbero cinque colpi per farla finita con Antoci”. Bene oggi io vivo grazie alla mia scorta, lui in carcere per i prossimi 20 anni”.

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