Mafia e droga, 40 arresti a Catania: colpiti i clan Cappello-Bonaccorsi e Cursoti Milanesi

Blitz a Catania della polizia di Stato contro due gruppi di spacciatori legati ad altrettanti clan mafiosi, i Cappello – Bonaccorsi e i Cursoti Milanesi. Nei loro confronti i poliziotti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della locale Procura Distrettuale nei confronti di 40 indagati (10 dei quali posti ai domiciliari).

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. L’operazione, denominata ‘Tricolore’, ha colpito i gruppi che gestivano due ‘piazze di spaccio’ a breve distanza l’una dall’altra nel rione San Berillo Nuovo. Gli inquirenti sono risaliti anche a fornitori e persone accusate di essere coinvolti nel favoreggiamento della latitanza di Concetto Bonaccorsi, boss insieme con il fratello Ignazio dell’omonima famiglia dei “Carateddi”, alleata con il clan Cappello, arrestato in provincia di Pistoia nell’aprile del 2017.

L’indagine è partita dall’arresto in flagranza di reato nel gennaio del 2017 di alcuni pregiudicati del clan dei ‘Cursoti Milanesi’, pronti a usare armi con il clan rivale dei Cappello – Bonaccorsi. Da allora le due fazioni avevano trovato un equilibrio marcando il territorio fino al raggiungimento di un accordo (il primo gruppo con una bandiera Usa, il secondo con una bandiera del Milan) e mantenendo un controllo continuativo e permanente dell’intero quartiere con pusher e vedette.

Il clan Cappello-Bonaccorsi spacciava prevalentemente cocaina all’angolo tra Corso Indipendenza e via La Marmora per un giro d’affari di 5.000 euro al giorno. A capo vi sarebbe stato Lorenzo Christian Monaco – tra gli arrestati -, considerato dagli investigatori colui che aveva ricevuto da Salvatore Bonaccorsi, figlio di Lorenzo (entrambi oggi collaboratori di giustizia) – l’investitura per gestire l’attività nel complesso. La seconda piazza di spaccio, gestita da diverse persone riconducibili al clan dei “Cursoti Milanesi”, era nella vicina via San Leone. Vi si spacciava sia marijuana (con un giro d’affari di 500 euro al giorno) che cocaina, con cui giornalmente il gruppo introitava dai 6.000 agli 8.000 euro. I proventi dello spaccio venivano destinati anche al mantenimento dei sodali in carcere.

Il procuratore Carmelo Zuccaro ha affermato: “Un quartiere di Catania, quello di San Berillo Nuovo, viene ritenuto da gruppi criminali come terreno di propria competenza, non come di competenza dello Stato e soprattutto del cittadino comune. Loro pensavano che questo quartiere fosse un contesa interna ai gruppi mafiosi. Il quartiere è del cittadino e lo Stato riafferma il proprio controllo del territorio a favore dei cittadini. Il quartiere deve tornare ai cittadini e non sarà assolutamente consentito che queste aree di spaccio si riformino nel quartiere. L’operazione tricolore testimonia questo aspetto. E’ lo Stato che prevale”.

Ed è proprio partendo dal nome dell’operazione che si sofferma l’intervento in conferenza stampa del Questore di Catania Mario Della Cioppa: “Il fatto che l’operazione si chiama ‘Tricolore’ serve a suggellare e a dimostrare come le piazze devono essere libere e senza vincoli e devono essere restituite alla libera fruizione da parte dei cittadini. L’operazione di Polizia di oggi lo dimostra e noi siamo determinatissimi a fare questo in ogni area della Città Metropolitana. Dopo questa operazione inseriremo in queste aree dei veri e propri presidi della Polizia di Stato”.

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