Mafia, inchiesta “Isola Bella”: la Procura di Catania chiude le indagini, 48 gli indagati

Si sono chiuse le indagini della Procura di Catania nell’ambito dell’inchiesta “Isola Bella”, sulla presunta estorsione da parte della mafia sulle escursioni turistiche effettuate con le barche da diporto da piccoli imprenditori nel tratto di mare davanti all’Isola Bella di Taormina. A riportare la notizia è la Gazzetta del Sud.

I soggetti indagati dalla Dda etnea sono 48 e sono accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, rapina, usura, intestazione fittizia di beni, trasferimento fraudolento di valori e spaccio di stupefacenti. Tra i 31 destinatari di provvedimento restrittivo (provvedimenti eseguiti lo scorso 18 luglio) c’è anche Mario Pace, storico componente del clan Cappello già condannato all’ergastolo, che, secondo l’accusa, durante i permessi premio organizzava summit, dava disposizione e ribadiva la propria egemonia nel sodalizio.

La Guardia di finanza di Catania ha focalizzato le proprie indagini anche sul gruppo mafioso Cintorino, attivo a Calatabiano e nel Messinese tra Giardini Naxos e Taormina, dove è dedito a traffico di droga, estorsioni e usura. Secondo l’accusa, i clan avrebbero messo le mani su un giro d’affari che d’estate era di circa 20 mila euro al giorno, costringendo gli esercenti a cedere quotidianamente una parte dei loro guadagni. ‘Pizzo’ che il clan Cintorino, legato alla cosca Capppello, avrebbe condiviso con esponenti della ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano che seppure rivali facevano affari insieme.

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