Mafia, l’azienda di rifiuti Tech in amministrazione giudiziaria: presunti rapporti con i clan

La Tech Servizi srl, azienda di Floridia (Siracusa) che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti, è stata posta in amministrazione giudiziaria dalla Guardia di Finanza di Siracusa, nell’ambito dell’operazione “Good company”.

Il provvedimento del tribunale di Catania, emesso su richiesta della Procura distrettuale etnea, scaturisce da una serie di approfondimenti del Nucleo di polizia economico finanziaria di Siracusa, su informative dello Scico delle Fiamme gialle e con la collaborazione della Dia di Catania, che hanno consentito di accertare che la società avrebbe agito in regime di “contiguità con diversi ambiti della criminalità organizzata” e, pertanto, esposta al rischio di infiltrazioni e condizionamento di stampo mafioso.

Il comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Luca De Simone, sottolinea come la misura sia a salvaguardia dell’azienda: “Il provvedimento ha un effetto conservativo degli asset aziendali bonificando dall’inquinamento mafioso, e così salvando, l’attività d’impresa. Salvaguardiamo i posti di lavoro e garantiamo continuità nella gestione”.

Secondo le Fiamme gialle l’amministratore di fatto e di diritto, Christian La Bella, avrebbe intrattenuto “rapporti con diversi esponenti della criminalità organizzata, che avrebbero permesso la crescita del fatturato dell’azienda”. In particolare, dai poco più di 6 milioni e mezzo di euro del 2008 agli oltre 42 milioni di euro dell’anno 2018. Proprio nel 2014, quando si sarebbero consolidati i rapporti con taluni esponenti della criminalità organizzata catanese, il fatturato è  raddoppiato rispetto alla precedente annualità, attestandosi oltre i 15 milioni di euro.

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