Palermo, la mafia nigeriana operava nel quartiere Ballarò: eseguiti 10 arresti

Mafia nigeriana, orrori e violenza anche nei riti di iniziazione

Sono raccapriccianti i particolari che vengono fuori dalla operazione No Fly Zone condotta stamattina su input della Direzione Distrettuale Antimafia per smantellare un clan nigeriano, ramificato su tutto il territorio nazionale visto che operava anche a Napoli, Torino, Cagliari, Catania, Caltanissetta e in provincia di Treviso. Lo Stesso ministro degli interni, Matteo Salvini, ha definito i boss africani “un pericolo crescente che va subito estirpato“. 

Una microspia piazzata nel quartiere palermitano di Ballarò dagli agenti della squadra mobile che hanno condotto l’operazione ha registrato il rito di iniziazione a cui venivano sottoposti coloro che volevano entrare a far parte dell’organizzazione.

Nel rito d’iniziazione, registrato dalla polizia, l’aspirante membro viene spogliato e spinto a terra, preso a calci e pugni, ferito con un rasoio e poi costretto a bere un intruglio composto dal suo sangue, dalle lacrime – sollecitate dallo strofinio di peperoncino contro gli occhi – e anche di alcol e tapioca. Al rito partecipano solo alcuni membri che seguono un rigido protocollo. L’iniziato viene sottoposto a gravi atti di violenza che servono in qualche modo a testare la serietà delle sue intenzioni e la sua fedeltà.

L’organizzazione ha un rigido sistema di regole e chi trasgredisce subisce severe sanzioni. L’associazione ha una cassa, alimentata dal denaro degli affiliati, dalla quale si attinge anche per pagare le spese legali degli associati. Indagini tradizionali e intercettazioni hanno confermano quanto racconto da due collaboratori di giustizia nigeriani che hanno collaborato con gli investigatori.

Inquietante anche la formula utilizzata per il giuramento dei nuovi affiliati. “Debitamente giuro di sostenere Eiye confraternita moralmente, spiritualmente, finanziariamente e in qualsiasi altro modo e se non lo faccio che il vulture (avvoltoio) spietato mi strappasse gli occhi. Da oggi giuro di sostenere questa confraternita con tutto il mio cuore con fiducia e convinzione e fratellanza”.

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