Mafia, no ai domiciliari per Nitto Santapaola: “Al 41 bis è protetto dal rischio contagio”

Il giudice della Sorveglianza di Milano ha bocciato la richiesta di differimento pena ai domiciliari per motivi di salute del capomafia ergastolano Benedetto “Nitto” Santapaola. Nella motivazione si legge che Santapaola è “ristretto in regime di 41bis” e quindi “in celle singole e con tutte le limitazioni del predetto regime che lo proteggono dal rischio di contagio”.

Nei giorni scorsi, la direzione del carcere di Opera (dove Santapaola è attualmente detenuto), a seguito di un’istanza della difesa di differimento pena e quindi di scarcerazione per motivi di salute, aveva trasmesso alla Sorveglianza nei giorni scorsi una relazione sanitaria sulle condizioni di salute del boss. Il giudice Paola Caffarena nelle poche righe di provvedimento chiede alla direzione del carcere di “tenere aggiornato questo ufficio circa le condizioni di salute del detenuto”, ma non riscontra “allo stato i presupposti” per la concessione del rinvio della pena.

La notizia arriva ad alcuni giorni di distanza dalle polemiche sorte dopo il trasferimento ai domiciliari di altri soggetti legati al criminalità organizzata, come ad esempio Francesco Bonura, imprenditore condannato per mafia ma a cui sono stati concessi i domiciliari in quanto (spiega il Tribunale) “affetto da gravissime patologie” e che gli rimanevano da scontare solo 11 mesi, 8 mesi con la liberazione anticipata.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI