Mafia, nuovo blitz dei carabinieri nel Palermitano: otto ordinanze di arresto

Ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di 8 persone accusate di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.

Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri, è stato notificato in carcere a Salvatore Sciarabba, 69 anni, e Giuseppe Bonanno detto Andrea, 60 anni, entrambi detenuti; Stefano Casella, 41 anni, già ai domiciliari, è finito in carcere, Carlo Noto, 54 anni, è sfuggito alla cattura perché da un anno vive negli Usa. Arrestati Claudio Nocilla, 45 anni, Alessandro Imparato, 43 anni. Per Giuseppe Rizzo, 71 anni e Giuseppe Contorno, 71 anni sono stati disposti i domiciliari.

Il blitz, coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, è la prosecuzione di una inchiesta del Nucleo Investigativo di Palermo sul mandamento mafioso di Misilmeri – Belmonte Mezzagno che aveva portato in cella 19 persone, tra cui Filippo Bisconti, poi divenuto collaboratore di giustizia, e Salvatore Sciarabba, ritenuti co-reggenti della cosca, Vincenzo Sucato, reggente della famiglia mafiosa di Misilmeri, recentemente morto in carcere per Covid, e Stefano Polizzi, reggente della famiglia mafiosa di Bolognetta.

L’indagine è andata avanti accertando il ruolo nel clan di Stefano Polizzi e Domenico Nocilla. Quest’ultimo, insieme al figlio Claudio, secondo le indagini faceva da autista a Sciarabba, che accompagnava in auto nei luoghi in cui il clan organizzava i summit.

L’inchiesta ha svelato i retroscena di due summit organizzati da Sciarabba a casa di Carlo Noto, imbianchino, incensurato. Uno degli incontri è stato intercettato dai carabinieri che hanno registrato le conversazioni del presunto boss. Ascoltando in diretta il summit, i carabinieri hanno accertato che Nocilla, dopo aver chiesto l’autorizzazione a Sciarabba, avrebbe rilevato un negozio per farci lavorare i figli, e avrebbe chiesto al boss di inserire una persona di fiducia del clan in una lista civica, slegata dalle logiche di partito, per indirizzare le scelte dell’amministrazione in favore di Cosa nostra. Sciarabba avrebbe rinviato la discussione, sostenendo che alle elezioni comunali mancavano tre anni. Le indagini hanno scoperto anche un’estorsione di 12mila euro a una ditta edile impegnata nei lavori di costruzione di una palazzina a Misilmeri, e la restituzione a un imprenditore di un camion e un escavatore rubati in cambio di 2.800 euro.

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