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Mafia: ordini dal carcere con ‘pizzini’ nascosti in snack, ordinanza per 18 persone

La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 persone. L’operazione nasce dalla scoperta che Orazio Scuto, 61 anni, ritenuto dagli investigatori il reggente del clan Laudani per il territorio di Acireale (Catania) durante la sua detenzione nel carcere di Caltanissetta, tra il 2016 ed il 2019, impartiva ordini ai suoi sodali con ‘pizzini’ nascosti nelle confezioni di succhi di frutta o di barrette di cioccolato, che venivano portati fuori dalla struttura grazie all’aiuto della figlia Valentina.

Le 18 persone sono ritenute appartenenti o riconducibili ai clan Laudani e Santapaola e accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, usura, turbativa d’asta, favoreggiamento personale, detenzione e porto di arma da fuoco. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi lo stesso Orazio Scuto e la figlia Valentina, di 33 anni.

In carcere, nell’operazione denominata ‘Report’ della Guardia di finanza di Catania, oltre a Orazio Scuto, Giacomo Caggegi e Litterio Messina, sono finiti Carmelo Bonaccorso e Rosario Bonanno, entrambi di 58 anni, Girolamo Brancato, di 47, Alberto Caruso, di 40, Mirko Pompeo Casesa, di 37, Salvatore Mazzaglia, di 63, Antonino Puglisi, di 55.

Ai domiciliari, oltre a Valentina Scuto, sono stati posti Dante Giuseppe Tiezzi, di 58 anni, Rosaria Gabriella Sidoti, di 48, Vincenzo Massimiliano Pappalardo, di 51, Luca Anicito, di 46, Alfio Giuffrida, di 54, Rosario Mannino, di 56, e Gianfranco Antonino Pappalardo, di 48.

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