Mafia, processo “Camaleonte”: quaranta condanne del Gup di Catania al clan Cappello

Associazione mafiosa e spaccio di sostanze stupefacenti: questi i reati contestati a vario titolo a quaranta esponenti del clan Cappello, condannati dopo la sentenza pronunciata oggi dal Gup di Catania.

Un volume d’affari da circa 1,5 milioni di euro al mese per la cosca che, grazie al narcotraffico e attraverso continui rifornimenti, riusciva a commerciare anche fino a Malta.

Un ruolo chiave sarebbe quello riservato alle donne: pronte a fare le veci dei mariti in carcere o a gestire la contabilità e il recupero crediti.

Tra i condannati: Anna Russo (13 anni e 4 mesi), Giuseppe Russo (9 anni e 4 mesi), Mario Strano (18 anni e 8 mesi) e Concetta Strano (9 anni). A Luigi Scuderi, Salvatore Culletta e Goffredo Francesco Treccarichi Scauzzo comminati 20 anni. Non hanno “commesso il fatto” Sebastiano Balbo, Giuseppe Salvo e Mario Santonocito che sono stati assolti.

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