ars, finanziaria sospesa maggioranza ko

Manovra correttiva, arrivano i tagli al capitolo “Tfr regionali”. E le polemiche…

La Giunta regionale ha deciso che per recuperare gli oltre 50 milioni, a seguito della recente decisione delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti, attingerà a piene mani dal capitolo “Somme per anticipazioni in conto buonuscita da erogare tramite il fondo pensioni” che dispone di nove milioni e che serve a garantire gli anticipi del Tfr che i regionali possono richiedere. Un accorgimento tecnico, dicono dal Governo, visto che le somme potranno essere nuovamente appostate con la prossima legge di Stabilità.

Se da un lato il Governo si trova ad affrontare una situazione di emergenza – attribuita a responsabilità della precedente legislatura – dall’altra emerge la preoccupazione dei sindacati. Paolo Montera, segretario regionale Cisl Funzione Pubblica, annuncia che il sindacato vigilerà a tutela dei diritti dei lavoratori della pubblica amministrazione regionale “affinché non debbano essere loro a pagare per errori commessi in passato da altri”. 

E il Partito Democratico continua a incalzare il Governo Musumeci. “Se, come ormai appare evidente, saremo costretti a prorogare l’esercizio provvisorio, tanto vale che il governo lo dica subito invece di tenere il Parlamento a bagnomaria a tempo indeterminato – ha detto il capogruppo all’Ars Giuseppe Lupo -. Il presidente Musumeci prenda atto della realtà invece di continuare a raccontare una finanziaria che non c’è”.

Claudio Fava rincara la dose: “Dopo aver attaccato i diritti sociali, il Governo Musumeci attacca i diritti dei lavoratori regionali. La possibilità di richiedere un anticipo del Tfr non è infatti un privilegio ma un diritto di ciascun lavoratore, per far fronte a necessità personali quali possono essere le spese mediche o acquisto della prima casa. Si tratta di soldi dei lavoratori, non si un bancomat con cui la Regione pensa di colmare il disastro dei propri conti. Come per i fondi sottratti al sociale, ancora una volta, questo governo non riesce a trovare altre soluzioni che tagliare diritti”.

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