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“Mare Jonio” entra nel porto di Lampedusa, sarà sequestrata. Aperta un’inchiesta

Com’era prevedibile, la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sulla vicenda della nave “Mare Jonio” con 48 migranti a bordo. Al momento, il fascicolo è a carico di ignoti.

La nuova vicenda legata al tema degli sbarchi dei migranti ha spaccato ancora il mondo politico e, come già avvenuto recentemente in altre due circostanze, è entrata in campo la magistratura.

Nel tardo pomeriggio, la “Mare Jonio” ha fatto rotta verso il porto di Lampedusa scortata da motovedette della Gdf, dopo che per molte ore è rimasta alla fonda al largo dell’isola siciliana in attesa degli sviluppi. L’attracco è avvenuto poco prima delle 20. A bordo è salito il medico del Poliambutorio di Lampedusa Pietro Bartolo per accertarsi delle condizioni dei 48 migranti che si apprestano a sbarcare. Dalla nave i migranti cantano a gran voce “Libertè, libertè”. Quando i migranti cominciano a scendere dalla banchina parte anche qualche applauso.

La Guardia di Finanza sta procedendo al sequestro probatorio della nave Mare Jonio e nelle prossime ore potrebbero scattare gli interrogatori dell’equipaggio. Polizia, carabinieri e uomini della Guardia costiera hanno presidiato in modo massiccio la zona del molo commerciale destinata all’attracco della “Mare Jonio”. Sulla nave, secondo le ultime informazioni, ci sono 48 migranti  provenienti da Camerun, Senegal, Gambia e Guinea: sono tutti uomini e 14 di loro sono minorenni.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, stamattina, aveva ribadito con durezza la propria posizione in merito alla questione degli sbarchi, criticando duramente l’operato dell’equipaggio della nave, supportato anche dalle dichiarazioni del portavoce della Marina libica secondo cui “la ong ha tenuto un comportamento scorretto”.

Dopo gli sviluppi della situazione Salvini ha ribadito la propria soddisfazione: “”Sequestrata la nave dei centri sociali, ottimo. Ora in Italia c’è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga”.

Anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, ha sostenuto la politica della durezza. A “Pomeriggio Cinque” ha detto: “Spero che si possa eseguire un sequestro perché questa nave ha disobbedito alla Guardia costiera libica e ha messo a rischio la vita di 49 persone attraversando il mare fino a Lampedusa. Se le navi delle Ong non rispettano le regole bisogna fermarle perché mettono anche a rischio la vita dei migranti”.

Al porto di Lampedusa si registrano anche manifestazioni di solidarietà nei confronti dei migranti. Una sorta di “comitato di accoglienza” tra i quali figura il parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra, ha esposto un lungo striscione con la scritta “Aprite i porti”, proprio davanti alla Porta d’Europa, il monumento realizzato nel 2008 da Mimmo Paladino in memoria dei migranti morti in mare. “Lampedusa è abituata ad accogliere – dice don Carmelo – e in questo momento 49 persone stanno soffrendo. Non possiamo restare indifferenti davanti a quello che accade”.

 

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