mare jonio indagato il comandante

Mare Jonio, indagato il comandante. “Sono sereno, rifarei tutto”

Il comandante della nave Mare Jonio, della Ong Mediterranea, è stato iscritto nel registro degli indagati dal procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella e il sostituto Cecilia Baravelli che a Lampedusa stanno coordinando l’inchiesta sullo sbarco dei 49 migranti soccorsi dalla nave. I due magistrati adesso ascolteranno i componenti dell’equipaggio.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave da guerra previsto dall’articolo 1099 del codice della navigazione: sono questi i reati contestati al comandante Pietro Marrone. La Procura ha anche convalidato il sequestro della nave “Mare Jonio” operato nella tarda serata di ieri dalla Guardia di finanza.  La portavoce di Mediterranea, Alessandra Sciurba, ha annunciato ricorso. “Non godiamo di nessuna immunità, ma siamo certi di avere operato nel rispetto del diritto e felici di avere portato in salvo 50 persone”.

Secondo uno dei legali del comandante Marrone, Fabio Lanfranco, il comandante si è comportato in modo estremamente corretto, ha salvato vite umane, e il favoreggiamento non sta né in cielo né in terra. Il provvedimento di sequestro sarà impugnato.

Il comandante, dal canto suo, si dice sereno: “Sono tranquillo, ho fatto il mio dovere. Avrei dovuto lasciarli morire? Rifarei tutto per salvare le persone”.

Fra le persone ascoltate dai magistrati c’è anche il cronista di Repubblica Palermo, Giorgio Ruta, che si trovava a bordo della nave Mare Jonio quando l’equipaggio ha soccorso i 50 migranti al
largo della Libia.

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