mare jonio il pm non convalida il sequestro della nave

Mare Jonio, Ong e Salvini ai ferri corti. Orlando: “Presenterò esposto alla Corte di Giustizia”

In un video di 19 minuti, la piattaforma Mediterranea Saving Humans ha mostrato, in conferenza stampa a Palermo assieme al sindaco Leoluca Orlando, le comunicazioni intercorse tra la guardia costiera italiana e quella libica prima del soccorso in mare dei 55 migranti, poi effettuato dalla Mare Jonio il 18 marzo scorso. Comunicazioni tra ufficiali, riportate oggi da alcuni quotidiani, che sono agli atti dell’inchiesta della Procura di Agrigento in cui sono indagati il comandante della Jonio Pietro Marrone e il capo missione Luca Casarini.

“A bordo della Mare Jonio – ha raccontato la portavoce di Mediterranea Alessandra Sciurba – è arrivata una notifica ‘ad navem’ destinata al nostro comandante da parte del ministero dell’Interno, provvedimento singolare. Ci si dice di non reiterare condotte illegali, questo apre profili diffamatori per i quali potremmo agire a breve; sono illazioni. Stiamo ragionando su come rispondere con lo stile e il linguaggio che ci caratterizza anche in termini legali rispetto alle disposizioni che ci vengono comunicate. Certamente non abbiamo alcun problema a essere in mare, rispettando i diritti. Invece abbiamo grandi difficoltà a considerare la Libia legittimata a operare in zona Sar”.

“Oggi è necessario che si faccia verità e chiarezza di ciò che sta accadendo nel Mediterraneo – prosegue la Sciurba, a Palermo con gli avvocati Fabio Lanfranca e Serena Romano -. Nel 2018 sono state 13.500 le persone catturate dalla cosiddetta guardia costiera libica e riportate nei campi di concentramento; 2.200 persone sono morte, sotto tortura. Stiamo parlando di catastrofi, migliaia e migliaia di persone torturate e uccise”.

Parole forti da parte di Leoluca Orlando: “Siamo in presenza di un disegno eversivo del ministro dell’Interno. Presenterò un esposto alla Corte di giustizia dell’Aja per violazione dei diritti umani; l’avevo presentato un anno e mezzo fa, lo rifarò arricchendolo di nuovi elementi. Qualora la prefetta di Palermo si dovesse adeguare alla direttiva del ministro dell’Interno adirò al Tribunale amministrativo sulle cosiddette zone rosse. Questo è un segno dell’involuzione politica di questo ministro. Dopo avere esautorato i militari, il ministro ha pensato di esautorare i sindaci. Io farò la mia parte istituzionale, continuerò a rilasciare le residenze anagrafiche. Di fronte a questi comportamenti, che se non sono criminali sono criminogeni, non mi resta che fare una denuncia politica”.

Parlando della gestione dell’immigrazione e della recente direttiva ai prefetti sui balordi nei centri storici, il sindaco di Palermo accusa anche i vertici del Governo. “Considero il premier Conte e il vice Di Maio complici e responsabili delle posizioni politiche di Salvini. Siamo in presenza di un governo che utilizza l’odiosa immunità parlamentare per difendere il ministro dell’Interno dal reato di sequestro. Il nostro Paese è a rischio di tenuta democratica”.

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