Maria Stella Gelmini: “Restituire a Forza Italia la centralità che ha sempre avuto”

Siamo alla vigilia dell’appuntamento con il quale i due coordinatori nazionali di Forza Italia, Carfagna e Toti, assieme ai presidenti dei gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, Gelmini e Bernini con il neo presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo, Tajani, inizieranno un confronto serrato sulle modalità di rilancio di Forza Italia nel panorama nazionale.

Primarie solo degli iscritti, oppure aperte a tutti, oppure nessuna delle due in vista di una terza via? Ed è certo che questo confronto/scontro farà rimanere integro la creatura costruita da Silvio Berlusconi? Domande che certamente gli aficionados del cavaliere si pongono in questi giorni consapevoli che qualcosa succederà.

Intanto ha preso carta e penna Mariastella Gelmini e ha scritto agli “amici” azzurri, ai “tesserati” al partito, a coloro che ancora resistono, al richiamo delle sirene salviniane  e meloniane, come fossero novelli Ulisse legati all’albero maestro.

“È arrivato il momento di lasciarci alle spalle le polemiche interne per restituire a Forza Italia quella centralità che ha sempre avuto. Per tornare ad essere protagonisti del cambiamento – scrive Gelmini – dobbiamo puntare ad un congresso delle idee, senza cadere nell’errore di scivolare in individualismi esasperati, che non sarebbero compresi dai nostri sostenitori e che non hanno senso in un movimento, la cui leadership non è in discussione”.

Ecco la differenza con Toti degli altri quattro attori: Berlusconi al centro di qualsiasi altro progetto. E poi un appello all’unità “nel segno del rispetto reciproco”.

Il capogruppo dei deputati azzurri auspica ci sia “un congresso con proposte chiare e aperto alla società che cambia. E se la decisione cadrà sulle consultazioni popolari saranno – senza trucchi e giochetti – primarie delle idee e non dei personalismi. Non possiamo e non dobbiamo cedere né alle tifoserie né al catastrofismo, perché c’è ancora uno spazio politico enorme che possiamo occupare solo noi. E dobbiamo farlo per il bene dell’Italia, per assicurare ai nostri figli un Paese più libero, più ricco e più giusto”.

Poi Gelmini ricorda l’attuale panorama politico che colloca l’Italia, “Dopo oltre un anno di governo Lega-Movimento 5 Stelle”, nel pieno di una stagnazione economica, “che non permetterà né di rilanciare il lavoro e lo sviluppo, né di procedere all’attuazione di una vera flat tax. E questo mentre gli investimenti sono al palo, il necessario ammodernamento infrastrutturale è bloccato dai veti di un Movimento, i 5 Stelle, che è ideologicamente contrario alle grandi opere. Forza Italia – prosegue – deve andare avanti per la sua strada, perché quando questo innaturale ‘contratto di governo’ avrà dispiegato tutti i suoi negativi effetti sulla tenuta economica, sociale e istituzionale del Paese, sarà chiaro ed evidente che le vere riforme che servono all’Italia, le potrà fare solo un governo di centro-destra”.

Ed è qui che Gelmini ribadisce il ruolo di Forza Italia senza il quale “non esiste il centro-destra ma solo una destra-destra che non può, da sola, bastare”.

“Dobbiamo restituire voce all’Italia che lavora e che produce, senza che si continui a precarizzare le loro vite. Servono nuove risposte e non sono quelle che sta dando questo governo: no a sussidi di Stato a carico delle future generazioni, sì invece ad un nuovo welfare che tuteli le famiglie, specie quelle con figli e alla lotta senza quartiere alle droghe. No al salario minimo, sì a un vero nuovo patto sociale che veda protagonisti Stato, imprese e lavoratori per un intervento sul costo del lavoro che metta più soldi in busta paga ai lavoratori e consenta alle imprese di assumere”.

E poi un atto di reale auspicio verso il sud: “il Mezzogiorno può rappresentare un volano di sviluppo straordinario se solo venisse messo in condizioni di competere, prima di tutto con un grande piano infrastrutturale e poi con importanti agevolazioni fiscali. Insomma, c’è tanto lavoro da fare per creare il programma di un’Italia che, con la forza della ragione, della competenza, del merito ma anche dell’attenzione ai nuovi bisogni, vuole voltare pagina”.

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