Martello: “La Rai mi censura”. Il senatore Margiotta: “Presenterò un’interrogazione”

“Mai fare di un’erba un fascio, ma ci sono giornalisti che arrivano a Lampedusa con la precisa disposizione di non intervistare il sindaco e non può esserci la censura di Stato sulla tv pubblica su un tema che a qualcuno dà fastidio”.

La denuncia arriva dal primo cittadino di Lampedusa Salvatore Martello nel corso del convegno Lampedusa e il Mediterraneo, la vie della bellezza e dell’accoglienza, organizzato con il patrocinio di Ordine dei giornalisti nazionale e regionale, Fnsi e Assostampa siciliana, nell’ambito del Premio giornalistico internazionale ‘Cristiana Matano’.

Martello ha anche affermato che “non mi pare e non è normale che il governo non risponda mai a una lettera che proviene non da Totò Martello, ma dall’istituzione comune di Lampedusa che il sindaco rappresenta. Da oltre un anno ormai nessuno mi risponde. Parlo con i rappresentanti in Europa, in Italia non risponde nessuno”. E ancora: “Rischiamo di essere processati perché saremo evasori fiscali perché non ci risponde sulla rottamazione delle cartelle, sulla richiesta di utilizzare i benefici per i terremotati”.

E poi sulle problematiche dell’isola ha sottolineato: “Non è normale che facciano affondare le barche dove i pescatori di Lampedusa vanno a pescare, subendo danni, e nessuno ci dice se c’è la volontà di aiutarli. Nessuno parla di noi, nessuno vuol capire il dramma che stiamo vivendo”.

Infine, Martello ha dichiarato che “al contrario di quello che vogliono fare capire in Italia, le migrazioni riguardano tutto il mondo, non solo il nostro Paese. Ma se si parla di accoglienza, la reazione sono le minacce come quelle ricevute. Se si vede una ong la reazione è la violenza, se si vede un giornalista su un molo per raccontare, viene preso a insulti”.

LE REAZIONI: Il senatore del Pd Salvatore Margiotta, membro della commissione di vigilanza Rai, interviene subito: “Se fosse vero che ai giornalisti Rai è stato ordinato di non intervistare il sindaco di Lampedusa Totò Martello, si tratterebbe di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità. Ormai saremmo arrivati a una chiara censura di Stato operata dalla più grande azienda culturale del Paese nei confronti degli oppositori di governo. Sono mesi che i telegiornali Rai sono diventati il megafono dell’esecutivo. Adesso si mettono anche a censurare? Mi auguro di sentire una parola di chiarezza da parte dei direttoti dei Tg. Sarebbe gravissimo il contrario. Presenterò oggi stesso un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai”.

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