Corrado-Lorefice

Massoneria, arcivescovo Lorefice: “Incompatibilità con la Chiesa”

“Ci sono vari gradi di appartenenza alla massoneria, sul piano dei valori può anche essere un’associazione filantropica, ma c’è incompatibilità tra appartenenza alla massoneria e chiesa”.

L’ha detto l’arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, intervenendo al cinema Rouge et Noir di Palermo per la conferenza del Progetto educativo antimafia del Centro Pio La Torre dedicata al tema ‘L’antimafia della chiesa’.

“Non dimentichiamo che la chiesa non è stata solo potere ma anche servizio – ha aggiunto l’arcivescovo – Perché dobbiamo dare spazio ai mafiosi che ci dividono? Chi limita la libertà dell’altro è sempre un fascista, perché il fascismo è limitazione della libertà dell’altro. Dobbiamo parlare della mafia a partire dal Vangelo, questa è la sfida che ci attende: ci sono dei valori alti che appartengono all’uomo in quanto tale, come la libertà, la dignità, ecco perché si può dire ‘convertitevi’ ai mafiosi, come ha fatto ad Agrigento papa Giovanni Paolo II, ed ecco perché Padre Pino Puglisi guardando in faccia i suoi killer ha detto loro: ‘me lo aspettavo’; il suo sorriso li ha convertiti”.

Alla fine del febbraio scorso Lorefice ha reso pubblico il decreto che, di fatto, espelle mafiosi, condannati ed appartenenti a società segrete (come la Massoneria) dalle Confraternite, pretendendo “il Certificato generale e il Certificato dei Carichi Pendenti del Casellario Giudiziale rilasciati in data non anteriore a tre mesi” dai membri.

Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, ha bollato il provvedimento come “eccessivo e discriminatorio“.

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