Carabinieri scoprono maxi retata
Carabinieri scoprono maxi retata

Maxi operazione antimafia, Cafiero de Raho: “Niente più stragi, cambiata la strategia”

Federico Cafiero de Raho, capo della Procura nazionale antimafia ed antiterrorismo, traccia l’identikit della nuova mafia. E lo fa in conferenza stampa, parlando assieme al procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, all’aggiunto Salvatore De Luca e al comandante provinciale dei carabinieri, Antonio De Stasio, al comandante della Legione carabinieri Sicilia, Giovanni Cataldo, dopo la maxi retata che ha portato all’arresto 46 persone tra cui quello che dovrebbe essere il nuovo capo di Cosa Nostra.

“Sono qui per sottolineare quanto sia importante il risultato conseguito attraverso queste indagini. Lo avevamo detto che dopo la morte di Riina la commissione provinciale non si era più riunita ed era sbilanciata tutta verso gli ultimi ordini del capo. Con la morte del boss corleonese i capi hanno sentito l’esigenza di rivedersi e ripristinare le regole. Risulta anche la cogestione e i contatti con la Ndrangheta sia per ambiti illegali come gli stupefacenti, ma anche per settori legali come il traffico di rifiuti”.

“Mi sembra rilevante che la commissione individui come capo Settimo Mineo, capo mandamento di Pagliarelli. Vuol dire – ha proseguito – che la commissione ha spostato il suo baricentro verso la città di Palermo a differenza di quando questa era in mano ai corleonesi. La strategia delle stragi non è condivisa, evidentemente. Viene scelto il più anziano, si riconosce il vertice con un criterio oggettivo, non c’è competizione. C’è l’esigenza di portare avanti strategie economiche e finanziarie e criminali muovendosi assieme, senza contrasti. Si muovono – aggiunge – ancora con il metodo dell’intimidazione e delle estorsioni utilizzando anche i vecchi, arcaici, metodi come la testa di capretto lasciata sul tavolo di casa di un imprenditore”.

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