Mediterranea, la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per identificare eventuali scafisti

La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, aprirà un’inchiesta sul caso della nave Alex della Ong Mediterranea, senza indagati, per identificare eventuali scafisti.

Le condotte di comandante ed equipaggio della nave, al momento, non possono essere oggetto di valutazione visto che la nave è in acque internazionali.

Lo sbarco per motivi sanitari di 13 migranti farà scattare la competenza della Procura di Agrigento che, una volta ricevuti gli atti dalla Guardia costiera, aprirà il fascicolo.

Intanto, Alessandro Metz, armatore sociale di Mediterranea, ha affermato che “il salvataggio si conclude con lo sbarco delle persone salvate in un porto sicuro. Che sia Malta o Lampedusa, va bene in egual modo. È necessario ribadire che la situazione della nostra imbarcazione e le condizioni delle persone a bordo non ci consentono di affrontare viaggio fino a La Valletta, Quindi chiediamo che si muovano le motovedette della Guardia costiera italiana o maltese effettuino un trasbordo. Questi mezzi sono attrezzati, mentre la Alex non lo è. Noi eravamo in missione di monitoraggio quando ci siamo trovati ad affrontare il salvataggio, un obbligo di legge”.

Dal Viminale, però, la richiesta è questa: “Alex si diriga verso Malta, l’Italia è pronta ad offrire collaborazione per il trasbordo degli immigrati a patto che attracchi a La Valletta per le verifiche di legge. Mediterranea dice che l’imbarcazione Alex non può arrivare fino a Malta, anche se è stata in grado di partire da Licata per raggiungere le acque territoriali libiche”.

“L’Italia – spiegano al Viminale – è pronta a offrire massima collaborazione, come sempre fatto in passato, non solo per tutelare le fragilità a bordo (operazione già effettuata con successo) ma anche per facilitare l’arrivo degli altri immigrati a Malta”.

“A questo punto è però doveroso – sottolineano al ministero – che Alex, anche con pochi membri dell’equipaggio, accetti di dirigersi comunque verso La Valletta per sottoporsi alle normali e doverose verifiche di legge. Siamo sicuri che, avendo a cuore le condizioni delle persone trasportate e non essendoci nulla da nascondere, la ong accetterà questa soluzione”.

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