Delrio

Lampedusa, ancora sbarchi. Il Pd si difende dalle accuse: “Non siamo in cerca di eroi”

Nuovo sbarco di migranti a Lampedusa: un barchino con a bordo 17 persone, tutti tunisini, è approdato direttamente sull’isola la scorsa notte.

I migranti sono stati fatto sbarcare e trasferiti al centro di Contrada Imbriacola.

DELRIO (PD) – Intanto, a proposito di Sea Watch, intervistato da Repubblica, Graziano Delrio, capogruppo del Partito Democratico alla Camera, ha affermato: “qui la questione non è stare o non stare dalla parte della comandante della Sea-Watch: il Pd non è in cerca di eroi. Su quella nave c’era in ballo qualcosa di più importante: la difesa dei diritti umani”.

Delrio, che ha sottolineato di avere ricevuto “valanghe di messaggi di odio istigato da Salvini”, ha detto che “è una prerogativa dei parlamentari, anche in funzione di riequilibrio del potere esecutivo, fare atti ispettivi come per esempio nelle carceri. E nei due giorni e mezzo trascorsi sulla nave abbiamo lavorato perché non ci fossero forzature rispetto alla legge”.

“Il comandante è responsabile dell’incolumità dei suoi passeggeri. I migranti venivano da un naufragio e da settimane in mare. Solo chi stava male sbarcava e alcuni volevano fare gesti di autolesionismo pur di scendere – ha spiegato Delrio -. Per evitarli l’equipaggio ha organizzato turni di guardia anche di notte. Quando poi nella tarda mattinata di venerdì la possibilità di ricollocamento si è fatta concreta, e ringrazio il ministro Moavero per questo, l’aspettativa è cresciuta ulteriormente. Nel pomeriggio è salita la Finanza e noi pensavamo si andasse verso uno sbarco controllato. Salvini aveva promesso che sarebbe avvenuto in 5 minuti dopo il ricollocamento. Invece è scesa la notte, i naufraghi erano disperati e le loro condizioni stavano peggiorando: a quel punto la Rackete ha deciso di attraccare. E noi non abbiamo potuto fare più nulla”.

In merito, poi, allo speronamento della Gdf, “sinceramente non credo che la capitana abbia voluto mettere a rischio i nostri militari”.

ORFINI (PD) – Intervistato da La Stampa, Matteo Orfini, parlamentare del PD, ha detto: “In quel momento ho pensato: sei fossi io al suo posto, agirei esattamente come lei. Veniva da giorni di presa in giro e noi stessi ci eravamo spesi e ottenuto impegni da parte del governo: se c’è un accordo, scendono in cinque minuti. Lo stato a bordo era diventato insopportabile, per un atteggiamento del governo che non saprei definire altrimenti: agghiacciante. A freddo ho ripensato a quel momento. E mi sono dato la stessa risposta”.

E ancora: “se una parte del Paese continua a dare una risposta sbagliata, non possiamo continuare ad andargli dietro: dobbiamo contrastarla. E per farlo, non bastano i tweet: servono atti concreti. Davanti al sequestro di 42 persone, era nostro dovere intervenire e aiutarli a scendere. Così si inizia una battaglia di opposizione”.

A chi gli contesta di aver assecondato una violazione delle leggi, replica: “Ho molti dubbi che ci sia stata una violazione della legge. Davanti ad uno stato di necessità e per portare in sicurezza persone in quello stato, una nave può violare il blocco. […] Non c’è stata violazione della legge e dunque non c’è stata disobbedienza civile”.

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