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Mentre la Sea Watch è al largo di Lampedusa altri 10 migranti sono approdati sull’isola

Mentre la Sea Watch 3 è ancora ferma davanti alla costa di Lampedusa, all’alba di stamattina sono approdati direttamente in porto altri dieci migranti, presumibilmente tunisini, con un barchino.

A bordo della piccola barca anche una donna e un minorenne.

I dieci sono arrivati al molo della madonnina, sotto gli uffici della capitaneria di porto.

Intanto, sempre a proposito della Ong, Matteo Salvini in un tweet ha affermato: “Sea Watch ha fatto la sua battaglia politica sulla pelle di 42 persone. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda due volte. Hanno rifiutato i porti sicuri più vicini. Ong aiutano trafficanti di esseri umani”, aggiungendo che “non assecondo chi aiuta gli scafisti che con i soldi degli immigrati poi si comprano armi e droga  […] non permetto che siano Ong straniere a dettare le leggi sui confini nazionali di un Paese come l’Italia”.

Salvini, in diretta a Barba&Capelli, su Radio Crc, ha anche affermato che “la legge prevede che bisogna essere autorizzati per poter attraccare, non possiamo far arrivare in Italia chiunque, le regole di un Paese sono una cosa seria. Le persone sulla Sea Watch non sono naufraghi, ma uomini e donne che pagano 3.000 dollari per andar via dal proprio Paese. In Italia stanno arrivando, in aereo, migliaia di migranti certificate che scappano dalla guerra. Spero che nelle ultime ore ci sia un giudice che affermi che all’interno di quella nave ci sono dei fuorilegge, prima fra tutti la Capitana. Se la nave viene sequestrata e l’equipaggio arrestato io sono contento”.

Si registra, infine, l’attacco del governatore toscano, Enrico Rossi, al vicepremier leghista: “Salvini ha questa capacità di spostare l’attenzione” e di “nascondere i problemi del Paese”. “La disoccupazione aumenta, il ministero dello Sviluppo economico non riunisce i tavoli, e bisognerà che questo governo prepari una manovra da 40 miliardi – ha aggiunto – mai come ora l’ombra dell’infamia si è allungata sul governo nazionale come sta avvenendo con Salvini nella falsità, nella consapevolezza della strumentalizzazione della vicenda”, mentre è necessario che il ministro dell’Interno “vada a Dublino quando si fanno le riunioni, vada a discutere degli accordi di Dublino”, perché “quaranta persone non cambiano i problemi dell’accoglienza”.

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