Messina, arrestato malato di HIV che contagiava altre donne: è morta una sua ex compagna

Un messinese di 55 anni è stato arrestato dai carabinieri su richiesta della Procura di Messina con l’accusa di omicidio e lesioni gravissime: l’uomo per anni ha nascosto di essere stato contagiato dal virus HIV, contagiando altre donne e ora una sua ex compagna è morta.

Nonostante la patologia, l’uomo ha continuato ad avere per anni rapporti non protetti, contagiando almeno altre tre donne: solo in un caso, i pm contestano all’indagato il reato di lesioni gravissime poiché negli altri non ci sarebbe la prova dell’intenzionalità del contagio. Inoltre la prima moglie dell’indagato era morta di Aids già negli anni ’90, ma alle successive compagne aveva sempre raccontato che era morta per un tumore.

A denunciare la situazione è stata la sorella della vittima che ha raccontato agli inquirenti della malattia della familiare e dei suoi sospetti sul cognato: la vittima ha avuto la diagnosi a distanza di anni dai primi sintomi, quando ormai le cure non avevano più alcun effetto.

Dalla relazione con l’arrestato (durata 4 anni), la ex compagna che ora è morta aveva avuto un figlio: l’uomo, secondo i referti medici, era a conoscenza della malattia ma si è rifiutato di avere rapporti protetti e non avrebbe mai avvertito la compagna della patologia.

Anche successivamente, pur sapendo che la ex stava male, l’uomo non le avrebbe mai confessato nulla, arrivando anche a consigliarle integratori alimentari per risolvere i problemi di salute. Secondo il racconto della sorella della vittima ai carabinieri, “avrebbe avuto dieci anni per informarla ed inoltre era perfettamente a conoscenza che dal 2015 stava malissimo”.

Il gip di Messina nella propria ordinanza sottolinea il rischio di reiterazione del reato e scrive: “Non sfugge che l’indagato ha con particolare spregiudicatezza taciuto a tutte le sue partners la sua condizione e con allarmante pericolosità ha preteso rapporti sessuali non protetti, mettendo a rischio l’altrui salute, per il proprio soddisfacimento sessuale. Le modalità con le quali, peraltro, ha non solo taciuto il suo stato alla compagna, ma pure l’ha fuorviata consigliandole integratori, pur potendosi rappresentare le conseguenze che la propria insensata condotta avevano provocato, rende oltremodo concreto ed attuale il pericolo di recidiva”.

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