Messina, truffa all’Asp con false prescrizioni mediche: due arresti e 5 medici sospesi

Arrestati un medico dell’Asp e un farmacista, notificata la sospensione dalla professione per un anno ad altri 5 medici di base accusati di una maxitruffa all’Asp. Sequestrati preventivamente beni mobili, immobili e denaro per 50mila euro. Gli arresti sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza e l’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia.

I NOMI: Sono finiti ai domiciliari il farmacista Sergio Romeo, 44 anni, proprietario della farmacia “Il Villaggio” e il medico di base Ciro Liosi, 65 anni (il cui provvedimento restrittivo è stato annullato dal Riesame in data 2 aprile). Sospesi dal servizio per un anno i medici di base Filippo Gregorio Cutrì, 66 anni; Salvatore De Domenico, 67; Basilio Cucinotta, 68; Santi Ielo, 68; Nunzio Minutoli, 53. Nei confronti degli indagati è stato disposto un sequestro di beni per 50 mila euro.

I REATI CONTESTATI: I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere, alla truffa aggravata, dal falso ideologico all’esercizio abusivo della professione, alla somministrazione di morfina senza la prescrizione. L’indagine è nata da una denuncia presentata dall’Asp di Messina per segnalare irregolarità nell’emissione di prescrizioni mediche per l’acquisto di farmaci molto costosi (le cosiddette ricette rosse) nei confronti di cittadini che avevano l’esenzione dal ticket per motivi reddituali. Le prescrizioni venivano portate poi a rimborso dai farmacisti che avevano venduto le medicine.

LE INDAGINI: Dalle indagini è emerso che le prescrizioni mediche anomale venivano utilizzate per acquisti effettuati quasi esclusivamente in un’unica farmacia territoriale dell’ASP di Messina della zona sud della città. La Finanza ha acquisito documentazione sanitaria e sequestrato numerose ricette mediche scoprendo l’esistenza una organizzazione criminale, composta dal titolare della farmacia, due dipendenti, dalla madre del farmacista e da un medico di base dell’ASP, che commetteva truffe per avere rimborsi pubblici.

La base logistica era la sede della farmacia messinese che, in breve tempo, ha visto aumentare in maniera esponenziale i flussi di vendita passati dagli 827mila euro del 2015 a oltre un milione e mezzo nel 2017. Un volume d’affari in controtendenza con i minor flussi di vendita di tutte le altre farmacie. Il business inventato dava tali guadagni da far passare in secondo piano l’interesse per l’ordinaria attività di farmacia, cioè la vendita reale di farmaci ai consumatori, che per questo esercizio, era una mera attività di facciata.

La Finanza avrebbe accertato una vera e propria catena di produzione di false prescrizioni mediche, con l’approvvigionamento di ricette “rosse”, sulle quali mettere le fustelle provenienti da farmaci scaduti o venduti a clienti compiacenti che non avevano esenzione ticket e ai quali venivano poi fatti sconti particolari. I farmaci, mediante false prescrizioni mediche sulle quali sono risultati apposti timbri e firme riconducibili ai sei medici di medicina generale convenzionarti con l’Asp oggi sospesi, venivano prescritti prevalentemente ad assistiti morti o inesistenti. Molto grave il danno economico subito dall’Asp: dal 2016 in poi, l’azienda ha dato alla farmacia compensi superiori al milione, nel 2016 al milione e 200mila euro, fino ad arrivare a un 1 milione e 285 mila euro nel 2018.

Paolo La Paglia, direttore generale dell’Asp Messina, assicura: ” Tuteleremo i cittadini assistiti dai medici interessati dai provvedimenti dell’autorità giudiziaria senza interrompere l’attività sanitaria, in un momento di grande emergenza collettiva. Esprimo apprezzamento per l’efficace azione di contrasto alle attività illecite a danno dell’Asp, frutto anche della sinergia e collaborazione istituzionale instaurata”.

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