Messina, truffa milionaria al Servizio Sanitario Nazionale: decine di indagati

La Guardia di Finanza di Messina ha scoperto una truffa milionaria ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. I finanzieri eseguono un’ordinanza che dispone, nei confronti di tre persone, la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali per quattro mesi e il sequestro di oltre 3 milioni nei confronti di sette strutture sanitarie private convenzionate.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia, coinvolge 26 persone tra funzionari pubblici dell’Asp di Messina, responsabili e dipendenti delle strutture private. Coinvolti anche i titolari delle più conosciute e importanti case di cura città dello Stretto.

Figura centrale dell’inchiesta è l’ex dirigente dell’Asp di Messina Mariagiuliana Fazio (di recente andata in pensione e quindi non destinataria di provvedimento cautelare), indagata per truffa aggravata allo Stato, accesso abusivo a sistema informatico, falso e corruzione, già a capo del Nucleo Operativo di Controllo dell’Asp di Messina.

Altri indagati di rilievo sono Domenico Chiera, calabrese, 62 anni, direttore sanitario della Casa di cura gestita dalla Cure Ortopediche Traumatologiche S.p.a., destinataria di 364.415,77 euro e indagato per accesso abusivo al sistema informatico, e il messinese Gustavo Barresi, 51 anni, socio della casa di cura Villa Salus, destinataria di 655.063,55 euro. Per i due è stata disposta la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire incarichi apicali nell’ambito di imprese e persone giuridiche, per quattro mesi.

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