Metro di Catania, i creditori della CMC di Ravenna: “Si riconoscano i nostri diritti”

“Eclatanti azioni di proteste” sono state annunciate dalle decine di imprese creditrici della Cmc di Ravenna per decine di milioni di euro per i cantieri della tratta Stesicoro della metropolitana di Catania con lo scopo di “impedire di essere tagliate furbescamente fuori dalla ripresa delle attività”.

Il Comitato creditori siciliani della Cmc ha annunciato che le imprese, fornitrici e subfornitrici di opere e servizi con prevalente prestazione di manodopera, escluse dagli ultimi tavoli di concertazione sulla vertenza, chiedono anche il riconoscimento dei loro diritti “come subappaltatrici di fatto” da tutelare secondo legge al pari dei subappaltatori ufficiali.

“I contratti di fornitura a forte prevalenza di manodopera – ha spiegato il Comitato – sono stati redatti in maniera difforme dai criteri ufficiali, ma questo non può gravare sulle imprese”.

“La stazione appaltante, la Ferrovia CircumEtnea – ha affermato il Comitato – ha deciso di riprendere a pagare il General contractor e di riavviare i lavori facendo ricorso ad altre imprese, con un conseguente “terribile danno a un enorme numero di imprese, lavoratori diretti, indotto e famiglie già provati nda mesi e mesi di mancati incassi”.

Per il Comitato “è scandaloso che di fronte ad una situazione di fatto si vogliano utilizzare cavilli formali sulla tipologia dei contratti e “si vuole provare ad andare avanti senza queste imprese, ignorando un colossale debito che a questo punto qualcuno nei governi nazionale e regionale dovrà spiegare da chi sarà pagato”.

Il Comitato ha concluso, sostenendo che “non sarà consentita un’operazione piratesca di questo tipo” e chiedono l’intervento del Ministero dei Trasporti “per richiamare tutte le parti al rispetto degli obblighi contrattuali e per affermare regole di buon senso che tutelino le imprese creditrici e i lavoratori nella prosecuzione dei cantieri”.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI