Mezzojuso (Pa), il CdM scioglie il consiglio comunale per “condizionamenti criminali”

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Mezzojuso, paese in provincia di Palermo, e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una Commissione di gestione straordinaria. Il provvedimento è stato assunto a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali.

La commissione straordinaria che guiderà il Comune di Mezzojuso fino alle elezioni è composta da Daniela Lupo, viceprefetto Vicario; Valeria Gaspari, viceprefetto; Maria Cacciola, funzionario economico finanziario. In attesa del formale decreto il prefetto De Miro, ha disposto la sospensione immediata degli organi comunali di Mezzojuso e l’affidamento della provvisoria gestione dell’Ente Locale ai Commissari che si insedieranno domani.

Il sindaco di Mezzojuso, Salvatore Giardina, ha appreso la notizia dalla stampa: “Mi riservo di conoscere i contenuti della relazione e le motivazioni che hanno portato a una tale decisione e valutare successivamente il da farsi. Voglio rassicurare i cittadini di Mezzojuso perché restino fiduciosi nelle Istituzioni, sicuro che il nostro ordinamento legislativo garantisce strumenti e rimedi adeguati a far valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”.

“Ringrazio gli assessori e i consiglieri comunali, ai quali non posso che confermare la fiducia che ho sempre in loro riposto – ha aggiunto Giardina – per aver continuato ad amministrare questo comune, nonostante la denigratoria campagna mediatica della quale siamo stati oggetto, nell’esclusivo interesse dei cittadini di Mezzojuso. Se avessi avuto un qualsiasi motivo per ritenere di non aver svolto il mio compito in maniera assolutamente rispettosa delle leggi e delle istituzioni, non avrei esitato un attimo a dimettermi. È doveroso, in questo momento, avere il dovuto riguardo e rispetto della deliberazione assunta dal Governo”.

Le sorelle Irene, Ina e Anna Napoli, si dicono “soddisfatte della decisione che costituisce un ulteriore riscontro su quanto noi abbiamo già denunciato e quanto noi abbiamo subito e che continuiamo ancora a subire”. Le sorelle Napoli da anni denunciano intimidazioni e atti vandalici, sostenendo che la mafia vorrebbe accaparrarsi le loro terre.

“Prendo atto della decisione del consiglio dei ministri – afferma l’avvocato Giorgio Bisagna che assiste le sorelle Napoli – che ha rilevato il contesto sociale in cui sono maturati i ripetuti episodi criminosi a danno delle mie assistitile e al contempo esprimo la mia forte preoccupazione in quanto tali episodi criminosi continuano a ripetersi e auspico che a questo punto vengano adottare misure incisive per la protezione delle mie clienti”.

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