Miccichè all’Ars: “Ecco la verità sul disavanzo”. E a Musumeci: “Qui non ci sono cassetti”

Con voce tranquilla ma ferma, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha ricostruito le varie fasi che hanno portato prima all’approvazione del bilancio della Regione e successivamente ai “Collegati”, rilevando che il Governo – benché sapesse dallo scorso mese di giugno che i conti erano in sofferenza – non ha informato il Parlamento.

Miccichè ha lamentato il fatto che fino alla fine di agosto l’assessore all’Economia Armao aveva garantito la copertura finanziaria del Collegato “Cultura” pur sapendo dei rilievi della Corte dei Conti (che non ha ancora indetto l’udienza generale per la pronuncia del giudizio di parifica del rendiconto 2018) e ha detto che i “collegati” non sono stati un “capriccio” dell’Assemblea ma una scelta del Governo che ha presentato a fine dello scorso anno una finanziaria “leggera”.

Il presidente dell’Ars ha poi criticato i toni usati dal Governatore Musumeci durante la conferenza stampa della scorsa settimana, durante la quale ha cercato di fare passare il “messaggio subliminare” secondo cui l’Ars “terrebbe nei cassetti”. “Qui cassetti non ce ne sono – ha detto Miccichè amareggiato -. Mai il governo può pensare che questo Parlamento faccia qualcosa per boicottare o rallentare la sua azione”.

In ogni caso, la diatriba sui conti della Regione potrebbe essere chiarita nei prossimi giorni con una apposita seduta dell’Aula dedicata al problema.

Questi i passaggi ricostruiti in Aula dal presidente Miccichè a proposito del maggior disavanzo accertato dal Governo 

Il 10 giugno 2019 è stato approvato dal Governo regionale un primo Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2018, trasmesso alla Corte dei Conti per il giudizio di parifica in data 13 giugno. La Corte dei Conti con ordinanza del 24 giugno ha chiesto ulteriori chiarimenti sul risultato di amministrazione con riferimento in particolare ai fondi vincolati extraregionali. Conseguentemente, la Corte ha segnalato un possibile peggioramento del risultato di amministrazione pari a 2 miliardi e 768 milioni di euro circa, che si aggiungerebbero ai già acclarati 6 miliardi e 974 milioni circa.

Successivamente, in Commissione Bilancio, il Governo ha dato copertura finanziaria ai disegni di legge in esame senza informare la Commissione e l’Assemblea del carteggio in itinere con l’organo contabile. A seguito della nota l’Assessorato all’economia ha compiuto una verifica analitica predisponendo un nuovo Rendiconto generale, approvato dalla Giunta in data 8 agosto e ritirando contestualmente il precedente Rendiconto. Dalle operazioni di verifica compiute è stato accertato un aggravamento del risultato di amministrazione per l’esercizio finanziario 2018 pari a circa 400 milioni di euro.

Contestualmente, con deliberazione dell’8 agosto, la Giunta ha approvato un piano di rientro del disavanzo da cui non si evincono tuttavia le necessarie fonti di copertura. Il nuovo Rendiconto, corredato di ulteriore documentazione, successivamente richiesta dalla Corte dei Conti, risulta in atto all’esame dell’organo contabile per procedere alla parifica. Nessuna comunicazione ufficiale di tale carteggio con l’organo contabile e delle suddette delibere di Giunta è stata data. Durante la pausa estiva dei lavori, la Presidenza dell’Assemblea si è fatta carico, con la Presidenza della Commissione Bilancio, di elaborare un testo di sintesi dei disegni di legge ‘collegati’ in discussione da sottoporre all’esame dell’Aula alla ripresa dei lavori. In tale fase l’Assessore all’economia, personalmente contattato da questa Presidenza, alla fine di agosto ha assicurato la copertura finanziaria del testo.

Il 10 settembre scorso ho chiesto al Governo di fornire chiarimenti sul maggior disavanzo relativo al 2018, per assicurare l’esame dei ddl all’ordine del giorno nel rispetto dei principi di copertura finanziaria. Il Governo ha trasmesso al Presidente della Commissione Bilancio una nota per confermare il maggior disavanzo accertato, sottolineando la necessità di procedere a “riduzioni delle diseconomie” ed all’accrescimento delle entrate. Non fornendo alcun chiarimento in ordine alla disponibilità o meno di risorse per il collegato in discussione.

Ho inviato, il 13 settembre, una nota formale al Presidente della Regione per una definitiva delucidazione per garantire la legittimità costituzionale del disegno di legge sotto il profilo della correttezza e dell’idoneità delle coperture finanziarie. Soltanto dopo ulteriore sollecitazione, il 17 settembre, è pervenuta la risposta del Presidente della Regione in cui si raccomanda prudenza nell’esame del disegno di legge in discussione, limitandolo alle norme urgenti che non prevedono spesa.

Per quanto riguarda i collegati, l’Assemblea già il 28 novembre 2018, in sede di discussione del Def (documento economico finanziario) aveva impegnato l’Esecutivo ad individuare i riflessi finanziari dei disegni di legge ‘collegati’, le cui implicazioni finanziarie, come sappiamo, si sono chiarite soltanto negli ultimi giorni. Successivamente, su richiesta dell’Esecutivo, lo strumento dei collegati è stato utilizzato per consentire una rapida approvazione dei documenti finanziari principali ed evitare il ricorso all’esercizio provvisorio o quantomeno a contenerne i tempi. Occorre ricordare che il Governo ha presentato all’Assemblea i disegni di legge di stabilità e di bilancio in data 24 dicembre 2018 con la volontà iniziale di approvarli entro il 31 dicembre.

In considerazione della ristrettezza dei tempi, si è convenuto, in accordo con il Governo, di approvare una legge di stabilità limitata al suo contenuto tipico di natura squisitamente finanziaria e di transitare le normative di settore ai disegni di legge collegati, che sono stati presentati dal Governo a decorrere dal 16 gennaio 2019. Infatti, la legge di stabilità, depurata delle normative di settore e di sistema, è stata approvata il 15 febbraio 2019. Pertanto, subito dopo l’approvazione della suddetta legge è iniziato l’esame del collegato principale presentato dal Governo che, in considerazione dell’eterogeneità dei suoi contenuti, ha dato origine a diversi collegati di settore.

Nonostante l’Assemblea sia stata fino ad oggi prevalentemente impegnata nell’esame dei cosiddetti disegni di legge collegati, sono state approvate numerose leggi di riforma di iniziativa governativa, in particolare la riforma del diritto allo studio, la semplificazione dell’azione amministrativa, la disciplina della pesca, la semplificazione e l’accelerazione delle procedure in materia di autorizzazione paesaggistica. Tra le altre leggi di settore, la riforma delle Ipab è attualmente all’esame della Commissione Bilancio per la copertura finanziaria e la riforma organica in materia di rifiuti è pronta per essere esaminata dall’Aula. Infine, le riforme riguardanti il governo del territorio ed i consorzi di bonifica sono state presentate dal Governo a luglio e sono attualmente all’esame delle Commissioni di merito. Pertanto nessuna responsabilità può essere imputata all’Assemblea per il ritardo nella trattazione dei disegni di legge di riforma prima citati.

Da ultimo, mi corre l’obbligo di segnalare che il Consiglio dei Ministri, il 19 settembre, ha deliberato di impugnare, tra gli altri, gli articoli 5, 12 e 15 del collegato generale concernenti rispettivamente l’attualizzazione di risorse previste dalla normativa nazionale da destinare agli enti di area vasta, la rideterminazione del disavanzo 2017 e il relativo ripiano nelle annualità 2018, 2019, 2020 e 2021, nonché le correlate variazioni di bilancio. Reputo pertanto che, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale in merito, sia necessario accentuare i principi di prudenza e di sana gestione finanziaria, data la indubbia delicatezza della condizione generale dei conti pubblici regionali. Ritengo, infine, che la ricostruzione cronologica e documentale che ho appena sottoposto all’attenzione dell’Aula rappresenti un utile contributo di chiarezza per l’individuazione del percorso più corretto da seguire nell’esame dei prossimi documenti finanziari.

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