Miccichè contro la burocrazia: “Non mi fanno assumere Khalifa”

E’ un Gianfranco Miccichè “Masaniello” che si scaglia contro la burocrazia da quello che si legge sulla sua pagina facerbook. Vi ricordate della vicenda di Khalifa Dieng  il diciannovenne senegalese aggredito il 26 luglio scorso per il colore della sua pelle in piazza Santa Caterina a Partinico? Il giovane migrante venne colpito con calci e pugni al volto e al corpo da Gioacchino Bono e Lorenzo Rigano, poi arrestati, mentre altre due persone lo tenevano fermo. Fu proprio il Presidente dell’Ars a prendere un solenne impegno: quello di aiutarlo.

“Un mese fa avevo promesso di fronte alle telecamere di aiutare Khalifa Dieng – scrive Miccichè su FB – offrendogli uno stage nelle cucine dell’Ars. Ad oggi non ci sono ancora riuscito e corro il rischio di passare per bugiardo. Sapete per colpa di chi? Della burocrazia“.
“Ho il tavolo letteralmente intasato da richieste di permessi, autorizzazioni e carte bollate” – continua il Presidente dell’Ars -. “Una trafila pazzesca tra uffici e sportelli, montagne di carte necessarie per permettere a questo ragazzo di realizzare il primo passo verso il suo sogno lavorativo. Sono amareggiato ma non demordo”.

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