miccichè e il laboratorio sicilia sì alla casa dei moderati e senza salvini

Miccichè e il “laboratorio Sicilia”. “I moderati devono stare insieme. E senza Salvini”

Non parla di vittoria o sconfitta. Gianfranco Miccichè “ragiona” sul voto delle amministrative di domenica scorsa. Ragiona sulla fattibilità di un progetto su cui lavora già da alcuni mesi, la casa dei moderati. E la convinzione si è ulteriormente rafforzata dopo il responso delle urne, a cominciare dalla mancata “esplosione” della Lega di Salvini, per passare al crollo a due cifre dei grillini.

La soddisfazione maggiore (e anche un pizzico di rimpianto) è per il dato di Caltanissetta dove il candidato del centrodestra ha sfiorato l’elezione a primo turno. Ma il concetto, ribadito a chiare lettere prima e dopo le elezioni, è che non c’è posto per Salvini o per i 5 Stelle nella casa dei moderati: si dialoga con il centro (Saverio Romano è all’interno della lista delle Europee), si dialoga anche con il Pd (già qualche piccola intesa per le amministrative) e si va avanti per l’unica strada possibile.

Il “laboratorio Sicilia”, neanche a dirlo, è attenzionato a livello nazionale e infatti il messaggio politico Miccichè lo lancia proprio sulla stampa nazionale: “Non so cosa deciderà Berlusconi ma posso dire che io e molti altri come me non possiamo stare con Salvini”, dice a Salvatore Merlo de Il Foglio, “non si può pretendere di cambiare la testa e la natura di una forza politica come Forza Italia che è nata e sarà sempre moderata. Parliamo un’altra lingua e maneggiamo un’altra grammatica rispetto alla Lega”.

Miccichè rifiuta l’idea che l’alternativa dell’Italia sia populismo o sovranismo. “La maggioranza dell’Italia non è certo populista, la storia d’Italia non è mai stata una storia di estremismo. Date tempo al tempo, in politica ci sono fenomeni passeggeri che poi si riassorbono”. Miccichè crede nelle potenzialità di una forza politica moderata, che va costruita, che faccia vera opposizione al Governo centrale e chiede al Pd “maggiore coraggio”.

Passando al contesto regionale, il presidente dell’Ars dice che il ragionamento è iniziato già con Sicilia Futura dell’ex ministro Cardinale mentre con l’ala renziana c’è una “fase dialogante ma non concludente”. In una lunga intervista pubblicata dal Corriere della Sera, Miccichè esprime a Felice Cavallaro l’orgoglio personale per la crescita del partito azzurro. “Il Sicilia Forza Italia non riusciva più a eleggere nemmeno un consigliere comunale. Oggi è un altro mondo, un altro partito”.

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