micciche e la battaglia del tonno pronti a tutto per ottenere quello che ci hanno tolto

Miccichè e la battaglia del tonno. “Pronti a tutto per ottenere quello che ci hanno tolto”

“Le quote tonno vanno ripristinate correttamente”. Gianfranco Miccichè scende in campo per Favignana e la sua Tonnara. La fa alla sua maniera, in maniera anche teatrale ma passionale, con spruzzate di sarcasmo, qualche paradosso, anche un bel po’ di autocritica.

Affacciato dal balcone del primo piano di una abitazione, il presidente dell’Ars arringa il popolo di Favignana, turisti compresi, e lancia un messaggio a forte connotato sicilianista.

“L’Ars e il Governo regionale vi sono vicini, ma non basta: dobbiamo anche fare delle battaglie, dobbiamo riportare a Favignana e alla sua Tonnara quelle quote tonno che ci avevano promesso e poi tolto. Metteremo in campo tutte le iniziative possibili affinché ciò avvenga, il nostro fresco eurodeputato Giuseppe Milazzo farà la sua parte in Europa. Io stesso farò di tutto per aiutare l’azienda Castiglione, è un problema di sviluppo complessivo che non dobbiamo sottovalutare. Altrimenti…. non li faremo più entrare alle Egadi”.

Il riferimento, fin troppo ovvio, è ai leghisti considerato che è leghista la “targa” sul provvedimento che ha deciso la ripartizione delle quote tonno (il ministro Centinaio, il sottosegretario Manzato) penalizzando fortemente Favignana, la cui tonnara è adesso a forte rischio chiusura.

Miccichè non risparmia epiteti e non tralascia un po’ di autocritica. “Sono incavolato con voi – dice ai presenti – perché non si può dare il 30% dei voti ai leghisti, il 50% se aggiungiamo anche i grillini. Ma veramente basta che uno che viene con la scritta Mazara sulla felpa, racconta quattro favole e diventa padrone dell’isola? Questa è gente che ci odia, da sempre, da quando sono nati. Era così anche tanti anni fa ma almeno Bossi capiva e diceva che senza lo sviluppo del Sud non sarebbe cresciuto nemmeno il Nord”.

Qualche sferzata anche per i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.Di Maio è venuto più volte alla Blutec di Termini Imerese, tante promesse ma poi è sparito; Toninelli in campagna elettorale è venuto tre volte sulla Palermo – Agrigento, poi è ripartito e adesso il cantiere è chiuso; sono pure venuti a Favignana a dare solidarietà all’azienda Castiglione…. Ma quale solidarietà, per favore”.

Il messaggio di Miccichè è chiaro: “Tanti di questi voti, forse tutti, sono la conseguenza di forti mal di pancia di chi sta male e spera di trovare chissà che cosa. Per il futuro vi dico: dateci anche botte, se è il caso, ma non votate per questi che non ci vogliono bene. L’orgoglio di essere siciliani dobbiamo ricordarcelo anche quando andiamo a votare. Andare a votare per uno che ci ha offeso per tutta la vita, soltanto perché viene a dirci che ci vuole bene, non è possibile. Rivendico con forza il mio essere siciliano, mi dicono che a volte esagero con le accuse e forse è anche vero: ma loro ci offendono da una vita, dicendo cose inimmaginabili dei meridionali. Da presidente dell’Ars sento addosso la responsabilità di certe situazioni e quindi mi batto per risolvere i problemi”.

 

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