Miccichè e “l’agguato” di La7 sotto casa. “Giornalismo violento, mortificato per loro”

Il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e l’emittente televisiva La7: questa volta lo “scontro” è stato a microfoni spenti ma probabilmente più duro rispetto a quello di qualche mese fa, quando in Tv Miccichè da una parte e i giornalisti Myrta Merlino e Massimo Giletti dall’altra “duellarono” aspramente sul tema del taglio degli stipendi dei burocrati.

Stavolta Miccichè denuncia di avere subito un “agguato” sotto la propria abitazione da parte di una troupe giornalistica “armata” di telecamera e microfono.

È’ lo stesso Miccichè a raccontare l’accaduto sulla propria pagina Fb. “Una giornalista di La7 mi ha chiamato chiedendomi un’intervista. Io, con molto garbo e molta gentilezza, le ho detto che non avevo intenzione di fare interviste, specialmente con questi di La7. Ho lavorato fino alle 21, sono tornato a casa e questi signori erano “in agguato”, nascosti. Appena sono entrato nel portone, hanno fermato il portone che stavo chiudendo, lo hanno spalancato e sono entrati”.

“Io sono andato via con grande garbo – aggiunge il presidente dell’Ars – dicendo di non aver voglia di parlare; mi hanno seguito sulle scale, sono praticamente entrati in casa mia e se ne sono andati via soltanto quando li ho minacciati di denuncia se non fossero andati via subito”. 

“Questo è il giornalismo italiano di oggi! – è la chiosa -. Una violenza simile non si era mai vista. Un giornalismo violento! Questo è davvero un fatto incredibile, sono veramente mortificato per loro”.

L’intervento di Miccichè ripropone un tema dibattuto sempre più spesso, a proposito del cosiddetto “giornalismo d’assalto”, utilizzato da alcune testate giornalistiche.  In attesa della replica dell’emittente televisiva non è da escludere che la vicenda possa avere sviluppi legali. 

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