Miccichè, quel titolo che rovina tutto. Storia semiseria di una giornata caotica

Miccichè, quel titolo che rovina tutto. Storia semiseria di una giornata caotica

Caro Gianfranco, io sto con te. Non te lo direi mai se ci fosse una votazione alle porte (beh, ce n’è sempre una in realtà) per non cadere nel reato di lecchinaggio ma immagino il tuo stupore nel leggere i resoconti della tua audizione in commissione Antimafia sul caso del faccendiere Paolo Arata.

Eri così soddisfatto, in conferenza stampa… Avevi pure detto – esponendoti in modo spregiudicato – che la politica si era dimostrata impermeabile a certe brutte storie… In realtà, saggiamente hai aggiunto un quasi.

Poi apri il giornale – Repubblica, in questo caso – e ti ritrovi, sbattuto in prima pagina, un titolo che ti fa sobbalzare sulla sedia: “Miccichè, non ricordo l’incontro con Arata”.

Dì la verità, per un minuto hai dubitato anche di te stesso, no? Poi hai fatto mente locale e hai pensato. “Sono sicuro, non ho detto questo, anzi ho detto chiaramente di avere incontrato Arata e ho detto anche dove e quando”.

Poi arrivi a pagina 3 e nel sommario del titolo trovi scritto che “il numero uno di Sala d’Ercole smentisce l’incontro con Arata”. E a quel punto ti assale l’angoscia. “Forse non sono più io il numero uno di sala d’Ercole ed era la dichiarazione di un altro? Sono stato destituito in nottata da Pogliese? È venuto Crocetta, che in effetti è da tanto che non si fa vedere?”.

Tutto il resto diventa la cronaca di una giornata pesante. Convochi i tuoi collaboratori (poverini!), fai sbobinare il video, fai recuperare il testo stenografico, fai svegliare Claudio Fava, fai fare pure l’esame del labiale. Non contento, interpelli pure il segretario generale per domandare, hai visto mai?, se effettivamente sei ancora il numero uno di sala d’Ercole… 

Soltanto in serata sei riuscito a rilassarti un po’ e con l’indulgenza e l’affettuosità che ti è propria avrai finalmente iniziato e pensare che magari si è trattato di un errore del giornale che non sempre ti è stato amico. Lo so, sembra impossibile ma ogni tanto può anche capitare. Noi giornalisti lo sai come siamo….

 

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