Migranti in fuga dopo lo sbarco. Moavero: ”Riusciremo a riformare il trattato di Dublino”

La questione migranti è sempre all’ordine del giorno in Italia, soprattutto in Sicilia, e meno a livello europeo anche perchè in sette riunioni tra i ministri degli interni Europei, per discutere della delicata questione dagli sbarchi, alla collocazione dei migranti e alla modifica del trattato di Dublino, le cronache ricordano che il ministro italiano ha preferito dedicarsi ad altro mandando un delegato.

Si continuano intanto a registrare gli sbarchi fantasma di decine di migranti a bordo di barchini e gommoni, molto probabilmente scaricati da imbarcazioni più grandi alle porte delle acque territoriali italiane.

Sono appena sbarcati sulla spiaggia di Pietre Cadute a Siculiana (Ag) una cinquantina di Migranti, si parla anche di 60, che erano a bordo di un peschereccio. Sono in corso ricerche per rintracciare i fuggitivi di cui non si conosce la nazionalità.

A notare il peschereccio mentre si avvicinava verso la costa, e a riprenderlo con il telefono cellulare, sono stati alcuni bagnanti che affollavano l’arenile. Pare che non appena approdati i Migranti si siano diretti subito verso la strada statale 115. Qualcuno sta fornendo assistenza ad alcune persone sbarcate. Sono stati avvisati i carabinieri.

Tra ieri sera e stamattina hanno toccato il suolo italiano di Lampedusa altri 49 migranti. Ieri a mezzanotte sono arrivati in cinque, questa mattina in 44. Quest’ultimi, la maggior parte tunisini, con donne e bambini, sono stati soccorsi a largo di Lampedusa da una motovedetta della capitaneria di porto. Saranno portati nel centro di accoglienza dell’isola.

Tornando alla politica, che dovrebbe risolvere o attenuare il fenomeno, c’è da registrare la dichiarazione del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi secondo cui a livello europeo occorrono dei tempi necessari per trovare punti di incontro e per affrontare i nodi: “La riforma del regolamento di Dublino è uno di questi. Stiamo lavorando per arrivare al risultato e lo raggiungeremo. Ci sono divisioni, è una questione divisiva, scivolosa per l’Europa, perchè è una questione che rischia di determinare dinamiche antitetiche alla dinamica di collaborazione e solidarietà che l’Europa deve avere. Se sapremo collaborare, e trovare le vie di equilibrio, potremo risolverla insieme. Maas e io – ha detto infine il ministro, riferendosi all’incontro avuto in mattinata con il suo omologo tedesco – siamo assolutamente determinati a farlo e lavoriamo per arrivare al risultato. Ce lo siamo detti più volte, e in tal senso abbiamo parlato nel circolo degli altri ministri europei”.

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