Minori a rischio: nessun sostegno per le famiglie, cala l’interesse all’adozione

L’eco nazionale scaturita dalle tristi vicende riguardanti i bambini di Bibbiano, tolti ai genitori sulla base di relazioni dei servizi sociali – secondo la Procura – in più di un caso attestanti il falso, ha scosso l’opinione pubblica e acceso i riflettori sul tema degli affidi e delle adozioni disposte dai Tribunali per i Minorenni, quando la famiglia di origine si riveli gravemente disfunzionale per la tutela del bambino.

Partendo da questi spunti ci siamo chiesti come procedono adozioni e affidi in Sicilia, almeno sotto il profilo statistico. Abbiamo già evidenziato come l’interesse ad adottare sia calato negli ultimi 10 anni in modo graduale ma molto significativo. A farne le spese sia l’adozione dei minori italiani, sia quella internazionale, resa ancora più complicata dagli esborsi che richiede in viaggi e documenti, solo in parte successivamente restituiti. Tiene l’adozione in casi particolari, complice l’aumento di famiglie allargate e ‘nuove famiglie’.

Continuando l’analisi dei numeri forniti dalla Sezione Statistica del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia, vediamo come, relativamente all’anno 2018, sono 134 le adozioni nazionali perfezionatesi con sentenza, di cui 38 di casi particolari. Inoltre, sono state emesse 102 dichiarazioni di adottabilità di minori con genitori noti e 11 con genitori ignoti. In quest’ultimo caso si tratta in genere dei parti in anonimato o di bambini lasciati nelle culle della vita, in qualche caso nei cassonetti, situazioni che sembrano peraltro sempre meno ricorrenti, probabilmente per la preferenza della scelta abortiva.

La dichiarazione di adottabilità giunge a seguito della monitorata persistenza dello stato di abbandono del minore, quella condizione in cui si trovano i bambini privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori e dei parenti tenuti a provvedervi. La Commissione nazionale per le Adozioni internazionali a tal proposito ha precisato che “una situazione di ristrettezza economica non può giustificare il definitivo allontanamento del bambino dalla propria famiglia, ove le cure affettive ed il comportamento stesso dei genitori non siano tali da recare serio ed irreversibile pregiudizio al processo di formazione della sua personalità ed alla sua crescita”. La cronaca nazionale oggi ci dice che il principio non sempre è rispettato.

All’accertamento dello stato di abbandono, poi, molto contribuiscono i servizi sociali dei comuni che tramite sopralluoghi e relazioni informano il tribunale sulla sussistenza di eventuali presupposti dell’allontanamento. Sulla scorta dei fatti di Bibbiano, anche la politica siciliana è andata in allarme, dando corso ad un’interrogazione parlamentare, presentata all’ARS dal M5S, ma trasversalmente condivisa, ad inizio agosto, volta a verificare “quanti sono attualmente i bambini allontanati dalla famiglia di origine e per quale durata”, “a quale tipologia di affidamento extra familiare (specificando se trattasi di famiglia affidataria, singola persona, comunità di tipo familiare e istituto di assistenza pubblico o privato) si è ricorso”, “quanti sono gli esiti positivi di rientro/riaffido del minore alla famiglia di origine”, e “quanti controlli gli organi di competenza del Comune hanno attivato negli ultimi cinque anni e con quali esiti”.

Nelle situazioni giudicate irreversibili, il minore ritenuto in stato di abbandono può essere accolto in una nuova famiglia. L’adozione vera e propria, tuttavia, si perfeziona dopo un anno di affidamento preadottivo con esito positivo. Sull’Isola, nel 2018, sono stati disposti 77 affidi preadottivi di minori italiani e 5 di minori stranieri (per questi, invero, è solo eccezionalmente necessario, essendo scandite diversamente le tappe conoscitive e di approccio). Proprio di minori stranieri, nel 2018, si sono registrate in Sicilia 44 adozioni, tramite trascrizione di provvedimenti emessi da Stati stranieri. Il dato è in netto calo: nel 2008 si attestavano a 128 casi, nel 2001 a 327.

L’adozione, quindi, non ha più il fascino che aveva un tempo. Di contro, il supporto alle famiglie in stato di disagio non è aumentato. Da un lato, quindi, scelte di grande generosità che non vogliono più compiersi, dall’altro famiglie distrutte sia dalle problematiche che vivono (problemi economici, tossicodipendenza, maltrattamenti, ecc) sia dalla mancanza di un valido supporto che riporti quella serenità mancando la quale la stabilità dei figli è compromessa. Per ogni bambino allontanato, in ogni caso, non ci si pone mai troppe volte la domanda: poteva evitarsi?

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