Morte cerebrale per la 37enne insegnante di Gela: la Procura indaga sul vaccino

Nonostante un delicato intervento per tentare di salvarla, alla fine non c’é stato nulla da fare per l’insegnante di Gela di 37 anni ricoverata in gravissime condizioni a Caltanissetta: oggi è stata avviata la procedura per accertare la morte cerebrale (da giorni la donna respira artificialmente).

La 37enne era stata ricoverata a causa di un malore (forte mal di testa e stato confusionale): trasferita da Gela all’ospedale Sant’Elia, lì è stata sottoposta ad un delicato intervento di neurochirurgia. La donna, in base ai primi accertamenti, sarebbe stata colpita da trombosi ed emorragia cerebrale.

La Procura di Gela aveva sequestrato le cartelle cliniche (e la documentazione relativa al vaccino) già dopo il ricovero perché la donna aveva ricevuto la prima dose di AstraZeneca (somministrata però undici giorni prima e comunque proveniente da un lotto diverso da quello bloccato da Aifa nei giorni scorsi).

Il primario di Anestesia e Rianimazione Giancarlo Foresta afferma: “Ho compilato la scheda di sospetta reazione avversa al farmaco per l’Aifa. La paziente, a quanto sembra, non aveva malattie pregresse. Ma personalmente non ho la competenza per stabilire se esiste una relazione tra il vaccino e il quadro clinico”.

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