Morti sul lavoro, in Sicilia la situazione non migliora. Ecco i dati dell’Inail

Mentre a livello nazionale i morti sul lavoro sono diminuiti del 12,45%, in Sicilia la situazione rimane tristemente invariata. È quanto emerge dal “Rapporto Annuale 2017” della Direzione Regionale Sicilia dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro pubblicato a dicembre 2018 che cristallizza l’andamento dei dati statistici relativi al portafoglio gestionale dell’Istituto, agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali“.

Sono 84 i lavoratori siciliani morti a causa del lavoro nell’ultimo anno, proprio secondo i dati presentati e aggiornati ad ottobre 2018, mentre nel periodo precedente il numero rilevato era di 85. Di questi, 22 sono infortuni mortali in itinere, avvenuti cioè nel percorso tra l’abitazione e il luogo di lavoro. Il dato complessivo nazionale ammonta invece a 1.139 morti, situazione migliorata rispetto al triennio 2015-2017, quando le denunce di infortunio con esito mortale erano state 1.301.

Fa ben sperare invece il calo di oltre quattro punti percentuale del numero degli infortuni complessivi mortali e non registrati nell’Isola dall’Istituto nel periodo in esame. “Nel 2017 – si legge nel documento – sono state protocollate in Sicilia 28.646 denunce di infortunio corrispondenti al 4,47% del totale, con una diminuzione del 4,33% rispetto all’anno precedente e dello 0,09% rispetto al 2015. A livello nazionale, il numero delle denunce nel triennio è aumentato dello 0,65%“.

Il dato comprende, nello specifico, 24.394 denunce di infortunio avvenuto durante lo svolgimento dell’attività lavorativa e 4.252 denunce di infortuni avvenuti nel tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro (pari al 14,84% del totale). Rispetto al triennio precedente si registra una diminuzione complessiva dello 0,62%. Nel computo risultano esclusi gli infortuni in ambito domestico.

Ancora, dei 28.646, 19.711 sono incidenti avvenuti nel settore industria e servizi, 2.320 sono accaduti in agricoltura e 6.615 hanno riguardato impiegati statali. La provincia più colpita è Catania con 7.266 infortunati, seguita da Palermo con 6.169 e Messina con 3.276. Tra i lavoratori infortunati ci sono 608 stranieri con luogo di nascita europeo e 878 nati in Paesi extraeuropei. Tra gli infortunati, 18.736 sono uomini, 9.910 donne. La fascia d’età più colpita è quella tra i 45 e i 55 anni. In Sicilia, a rivelarsi più pericoloso è il settore dell’edilizia, che conta da solo il numero più alto di infortuni mortali: ben 12.

Per l’anno 2017, nella Regione gli infortuni accertati positivi dall’Istituto sono stati 20.066, in calo rispetto all’anno precedente del 6,63%. In Sicilia la flessione degli infortuni accertati positivi nel triennio è del 4,51%, mentre a livello nazionale è dello 0,26%. Di questi 16.126 non hanno comportato per i lavoratori coinvolti alcun tipo di menomazione, 3.894 hanno causato invece varie disabilità, mentre quelli con esito mortale sono stati 46, corrispondenti al 6,97% del dato nazionale, in diminuzione rispetto ai 60 casi accertati nel 2015.

Nel 2017 le giornate di inabilità con costo a carico dell’INAIL sono state nella Regione 693.029; in media circa 94,27 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione e 20,18 giorni in assenza di menomazione.

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