Morto in seguito a trasfusioni di sangue infetto, Ministero condannato al risarcimento

Il Tribunale di Caltanissetta ha condannato il ministero della Salute a risarcire 400mila euro alla moglie e al figlio di un uomo, deceduto per i postumi di un’epatite post-trasfusionale.

Secondo i giudici c’è responsabilità colposa dell’Amministrazione Comunale “per non avere adottato le misure idonee a prevenire ed impedire la trasmissione di malattie mediante il sangue infetto”.

La vicenda ha origine nel 1974 quando un paziente, dopo trasfusioni di sangue infetto, è risultato affetto da Epatite C poi aggravatasi in cirrosa epatica. La morte dell’uomo risale al 2009 e secondo quanto scritto in sentenza “la prescrizione per i danni subiti iure proprio dai familiari è soggetta al termine decennale e non quinquennale”.

La richiesta di risarcimento è stata avanzata nel 2017 dalla moglie e dal figlio dell’uomo deceduto, ora è arrivata la condanna al pagamento di 400.000 euro.

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