Musumeci a Gela: “La Sicilia cambi mentalità. Fondi UE? Spesi più di quelli chiesti”

“Le province siciliane sono all’ultimo posto della graduatoria nazionale da 73 anni e vi staranno ancora per molto se non saremo capaci di cambiare mentalità noi che facciamo finta di voler cambiare ma ci adagiamo sul proverbio meglio il cattivo conosciuto che il buono da scoprire”. Questo il commento del presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, a Gela, ai dati sulla qualità della vita nelle province italiane del Sole 24 ore.

Musumeci ha partecipato alla cerimonia di commemorazione della morte del tragediografo greco Eschilo che a Gela visse gli ultimi anni e morì, prima di visitare il museo archeologico chiuso per la caduta di calcinacci dal soffitto, e l’esposizione della nave arcaica recuperata nei fondali di Gela (il governatore ha annunciato che si procederà alla demolizione della parte più recente della struttura museale e la firma dell’accordo per la progettazione del museo del mare).

Soffermandosi sui vari temi d’attualità ha affermato: “Dobbiamo recuperare tantissimo arretrato ci sono 4 miliardi da spendere, ma non ho trovato alcun progetto nei cassetti della Regione; non abbiamo trovato tecnici perché dal 1991 non si fanno concorsi mentre qualche uccello del malaugurio cerca di far dimenticare il disastro del passato. E siccome non sono ricattabile e non mi faccio per la giacca da nessuno, vado avanti tranquillo perché devo rendere conto solo al popolo siciliano”.

In merito alla viabilità in Sicilia, Musumeci ha detto che: “le strade nella nostra isola sono una tragedia, una vergogna. La manutenzione è a carico o dello Stato o delle Province su 3 mila 700 km di strade statali e 17 mila km di strade provinciali. Ebbene, hanno distrutto le province e nessuno si è preoccupato di dire chi si deve occupare delle strade provinciali”.

Sulla spesi dei fondi europei aggiunge: “Il ministro Provenzano ha perso un’occasione preziosa per tacere perché nessuno gli ha detto che da quando io sono alla guida della Regione, sono stati spesi più fondi di quelli chiesti dall’Unione europea, ed esattamente le risorse erano 680 milioni, ne abbiamo spesi 734, mentre Crocetta ne aveva spesi solo 6. Al ministro e al Governo centrale chiediamo piuttosto regole celeri perché oggi non bastano meno di 4-5 anni per realizzare un’opera pubblica nel Mezzogiorno. Il sud per recuperare la distanza con il nord ha bisogno di deroghe; c’é la necessità che i processi autorizzativi si esauriscano nello spazio di 6-8 mesi e così spendere subito il denaro disponibile”.

A margine invece della inaugurazione dell’impianto di trattamento meccanico biologico (Tmb) realizzato con i fondi della Regione avverte: “La spazzatura in Sicilia non deve essere un problema, ma una risorsa e, dunque, saremo noi a decidere dove spalmare gli impianti che, in questo momento, vede una netta prevalenza dei quelli privati che trattano il 70 per cento dei rifiuti in Sicilia. C’è uno squilibrio di mercato inaccettabile. Questo è uno dei sette – otto impianti pubblici che il mio governo ha deciso di realizzare in Sicilia. E siccome alcune Srr non ne hanno ancora deciso la localizzazione, ho nominato un commissario ad acta per procedere in maniera esecutiva”.

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