Nello Musumeci

Musumeci: “Da giustizia a tutela dei beni culturali, il governo Conte agisca subito”

“Se l’Europa si dimentica del nostro Mezzogiorno significa che si vuole privare di un potenziale economico e geopolitico strategico per l’intero Continente. Per questo voglio sperare che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sappia porre con forza, a Bruxelles, il problema dell’infrastrutturalizzazione del Sud Italia e la creazione di politiche, anche fiscali, che siano in grado di trasformare le nostre terre, da luoghi di emigrazione in zone capaci di attrarre capitali e cervelli dal resto del mondo”.

È questo l’auspicio del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, contenuto in un editoriale pubblicato oggi, in prima pagina, sul Quotidiano del Sud.

Per il governatore dell’Isola, l’attuazione dei sei punti del ‘Manifesto per l’Italia’, pubblicati dallo stesso giornale, “deve diventare un faro per l’iniziativa politica del nuovo governo italiano e anche per la Commissione Europea”.

Musumeci, inoltre, suggerisce “la messa a punto di un Piano comunitario, di durata almeno quinquennale, per tagliare dell’80 per cento i contributi a carico delle imprese che assumono a tempo indeterminato al Sud”.

Quindi una riflessione sulla nascita di “strutture centralizzate per la progettazione delle infrastrutture locali, visto che molti piccoli e piccolissimi Comuni non hanno il personale in grado di svolgere questo lavoro e quindi perdono la possibilità di ottenere i finanziamenti per realizzare opere pubbliche sul proprio territorio”.

“Per quanto riguarda le cose che il Governo nazionale dovrebbe fare rapidamente c’è l’emergenza giustizia: i processi, civili e amministrativi in particolar modo, perché interessano maggiormente alle imprese, da noi durano il doppio, se non il triplo, del tempo che richiedono al Nord”, ha aggiunto Musumeci.

“Un vero Piano nazionale per il Sud – spiega Musumeci – deve inoltre contenere fondi e norme per mettere in sicurezza e valorizzare, in tempi rapidi, il nostro patrimonio culturale, tenuto conto che da noi c’è una consistente fetta dei beni culturali del pianeta e solo questo sarebbe in grado di far vivere meglio quei 19 milioni di abitanti che popolano le sette regioni del Mezzogiorno”.

“Il Sud – conclude il presidente della Regione Siciliana – è una incredibile piattaforma al centro del Mediterraneo, che si trova a tre giorni di navigazione prima del porto di Rotterdam per tutte le navi che vengono dall’Asia. Una centralità solo geografica che potrebbe diventare anche logistica se a Roma si decidessero di dotare la Sicilia di un porto-hub capace di intercettare i flussi mercantili che arrivano dal Canale di Suez”.

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