Musumeci e i ‘poteri speciali’: “Dopo 74 anni vogliamo solo chiarezza dallo Stato”

La Giunta regionale avvia l’iter per attuare l’art. 31 dello Statuto e il dibattito si accende. La politica siciliana si divide sull’ipotesi di applicare per la prima volta la norma che affida al Presidente della Regione il potere di avvalersi delle Forze dell’Ordine e dell’Esercito, per il “mantenimento dell’ordine pubblico”. Ed è lo stesso Musumeci ad intervenire sulla questione.

Musumeci spiega così all’Ansa la decisione di invocare l’applicazione dell’art. 31 dello Statuto speciale: “Dopo 74 anni vogliamo solo fare chiarezza su un articolo del nostro Statuto e quindi di rango costituzionale, mai applicato perché privo delle norme di attuazione”.

“Stiamo solo chiedendo formalmente allo Stato – aggiunge – di dirci cosa pensa di farne. I siciliani se lo sono chiesti in questi giorni ed è giusto che sul tanto discusso tema si tolga finalmente ogni dubbio. Tutto qua”.

Sul tema interviene anche il vicepresidente Armao: “Il governo della Regione non ha mai invocato poteri speciali, ma propone le norme di attuazione sull’art. 31 dello Statuto. Il resto sono solo sterili polemiche che, peraltro, curiosamente provengono dallo stesso gruppo, il Pd, che non meno di una settimana fa ha sfidato il presidente a emettere ordinanze proprio ai sensi dell’art. 31 dello Statuto siciliano, invocando “il controllo dell’ordine pubblico. Non è il momento di polemiche inutili”.

Piuttosto perplesso il deputato dei Centopassi Claudio Fava: “Ma a cosa servirebbero i ‘poteri speciali’ richiesti da Musumeci? Non riusciamo a comprendere, con tutta la buona volontà, il senso di una richiesta stravagante che serve solo ad avviare un lungo e complesso iter per poi mettere nelle mani del presidente della Regione il controllo delle forze militari e di polizia stanziate nell’isola. Musumeci lasci ai prefetti e agli altri organi dello stato ruoli e funzioni, e si preoccupi piuttosto di svolgere al meglio i compiti che spettano a lui, cominciando dallo sblocco dei pagamenti alle imprese che, proprio oggi, lamentano di non avere liquidità per riprendere le proprie attività e pagare tasse e tributi”.

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