Musumeci: “Il disavanzo della Regione è di 7,3 miliardi ma la nostra gestione è sana”

Non riproporremo più i collegati. Pensavamo che un bilancio snello potesse essere una soluzione ma i collegati sono frutto del Parlamento e il Governo, per stile, non interviene mai sulla sua attività”. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, sceglie la strada della chiarezza nella conferenza stampa – un po’ tecnica e un po’ politica – tenuta oggi a Palazzo d’Orleans con il vicepresidente Armao e gli assessori Falcone e Pierobon, “perchè ho letto notizie improntate al terrorismo psicologico e mi sono preoccupato. Credo che la politica debba essere improntata a un grande senso di responsabilità. Noi speriamo in una corale mobilitazione per tirare fuori la Sicilia dal baratro in cui altri l’hanno costretta negli ultimi trent’anni. E invece qui qualcuno vuol tentare il gioco maldestro di farsi una verginità politica. Qualcuno da carnefice vuol far finta di diventare vittima. Forse ho fatto fin troppo il presidente istituzionale, sono cattolico ma ho due sole guance”.

Il tema di fondo è quello del Collegato alla Finanziaria che di fatto è ormai naufragato, non potendo prevedere impegni di spesa come ha scritto lo stesso Musumeci in una missiva indirizzata al presidente dell’Ars Miccichè. Cosa che ha scatenato le ire delle forze di opposizione all’Ars.

Il ragioniere generale Giovanni Bologna ha confermato la criticità della situazione finanziaria: “”La Regione siciliana non ha i soldi per finanziare nuove leggi di spesa, ma non è vero che non c’è più un euro in cassa perché copriamo regolarmente le spese di bilancio. Se si deve fare ulteriore spesa non riteniamo di poterla coprire, ovviamente se i conti migliorano avremo delle risorse disponibile se peggiora dovremo trovare altre risorse”.

Musumeci, con toni meno concilianti del solito, ha annunciato che è stato “nominato un esperto di caratura nazionale per fare emergenze i residui non accertati nel passato e avviare con la Corte dei Conti il definitivo risanamento del bilancio della Regione. Il disavanzo della Regione è di 7,3 miliardi, cifra che potrebbe aumentare, conseguenza di circa 30 esercizi finanziari e non negli ultimi tre anni. Con la delibera dell’8 agosto abbiamo risposto alla richiesta della Corte dei Conti e abbiamo accertato un maggiore disavanzo per circa 400 milioni di euro, partite passate e relativi a capitoli di spesa sanitari”.

Di questi 7,3 miliardi, 6,286 miliardi sono già stati spalmati in gran parte nei bilanci dei prossimi trent’anni. Resta un miliardo di euro e il governo Musumeci attende la pronuncia della Corte dei conti sulla parifica dell’ultimo rendiconto per stabilire come gestire questo ‘buco’. Il decreto legislativo 118 prevede che venga spalmato nell’esercizio corrente oppure dà la possibilità di farlo nel triennio, comunque entro la fine della legislatura.

A tal proposito, Musumeci ha affermato: “La vicenda finanziaria non si può ascrivere a questo governo: nessun può dire io non c’entro, riguarda tutti, centrodestra e centrosinistra, i governi degli ultimi trent’anni. Se nel 2015 quel governo (Crocetta, ndr) avesse fatto il proprio dovere noi oggi avremmo spalmato per trent’anni quel disavanzo e non avremmo ulteriormente appesantito il bilancio della Regione”.

Il presidente della Regione ha dichiarato che “c’è una gestione sana della finanza della Regione, che ha mostrato una inversione di tendenza. Tre agenzie di rating hanno attestato la regolarità della gestione finanziaria del governo” e poi ha dato una stoccata anche all’opposizione. “Da quando sono stato eletto non mi sono accorto di avere una maggioranza, parlerei di coalizione di governo. Credo che tutta la coalizione abbia interesse a produrre fatturato, la verità è che l’opposizione invece di cooperare si mette di traverso“.

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